Cinema News — 03 ottobre 2012

TITOLO: Prometheus
ANNO: 2012
DURATA: 124 minuti
GENERE: Fantascienza
REGIA: Ridley Scott
CAST: Noomi Rapace, Michael Fassbender, Charlize Theron, Guy Pearce,Elizabeth Shaw

TRAMA: Nel 2093 l’astronave Prometheus parte per una missione segreta verso un lontano pianeta, sperando di trovare la risposta sull’origine della vita umana sulla terra. Questa scoperta farà però crollare l’insieme delle teorie evolutive conosciute fino ad oggi, mettendo seriamente in pericolo l’equipe di questa spedizione non ufficiale, ed aprire alfine un terrificante preludio alla nascita della specie.

RECENSIONE: Prometheus ha un grosso retaggio alle spalle, pesante come solo una pena d’amore può esserlo sul cuore di un adolescente, e purtroppo non riesce a liberarsene. Come un macigno che, dietro l’angolo cieco di un tornante, costringe l’automobilista ad una sterzata improvvisa che lo porta fuori strada, allo stesso modo il regista deve aver realizzato troppo tardi che il tentativo di raccontare l’origine della sua opera magna avrebbe fatto danni irreparabili. Purtroppo il repentino cambio di direzione ha portato il prodotto finale su di una strada così dissestata da aver reso il viaggio insopportabile ai passeggeri. Questo film è la dimostrazione che a portare una Ferrari, ferma da tempo in garage, su vecchie strade abbandonate e dissestate, si finisce per tornare a casa con sospensioni da rifare.

Questo Prometheus arriva a 30 anni da Blade Runner e a pochi di più da Alien, la cui eredità è proprio quel peso sul cuore che non permetterà a questo film di crescere come dovrebbe. Neanche dopo il sequel annunciato dal finale. Un sequel necessario per dare le risposte a tutte le domande poste e lasciate lì a morire d’inedia in un deserto d’inconcludenza. Non è necessario scomodare la sceneggiatura lacunosa per bocciare il film, e non bastano i grandiosi effetti speciali a strappare una sufficenza. Alien, benché girato con mezzi ridicoli rispetto ai calcolatori grafici odierni, dopo tanti anni ha ancora una presenza tale da oscurare questo Prometheus che promette ma non concede, che pone domande ma non fornisce le risposte. E non per incapacità (è quello che vogliamo credere…) ma piuttosto per la necessità di lasciar spazio ad un seguito. Necessità di marketing e di pecunia.

I più fortunati saranno forse i più giovani, ai cui occhi il film sembrerà un capolavoro della computer grafica, mentre a noi che abbiamo negli occhi ancora i pupazzi di Rambaldi, a noi che stiamo ancora trattenendo il respiro tra i condotti d’aerazione bui ed angusti, a noi che prima di dormire ci passiamo una mano sulla pancia, a noi che abbiamo fatto sogni erotici su una splendida Sigourney Weaver in canotta e banalissimi slip di cotone… a noi resterà solo (ma non è poco) un sorriso amaro sulle labbra. E 14€ in meno nel portafoglio: 7€ per questo film e 7€ anticipati per il necessario sequel, che andremo a vedere nonostante tutto. Come nonostante tutto abbiamo acquistato Lulù, a dimostrare che certe cose non vanno fatte…

LA FRASE: “Dopo tutto quello che hai visto, sei disposta ancora a credere?”

GIUDIZIO COMPLESSIVO: 6

Giovanni Stoto

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