Archivio film Cinema News — 07 febbraio 2017

Titolo originale: Quand on a 17 ans
Regia: André Téchiné
Soggetto e sceneggiatura: Céline Sciamma, André Téchiné
Montaggio: Albertine Lastera
Musiche: Alexis Rault
Cast: Kacey Mottet Klein, Corentin Fila, Sandrine Kiberlain, Alexis Loret
Produzione: Fidélité Productions
Nazionalità: Francese
Anno: 2016
Durata: 116 minuti

Damien e Thomas compagni di classe, vivono in Francia, in un paesino di montagna. Il loro rapporto subisce varie trasformazioni, passando dal conflitto al desiderio erotico.

Adolescenza/omosessualità è un binomio già visto nel cinema di Téchiné (l’esempio più riuscito Les Roseaux sauvages) come in quello di Céline Sciamma (Tomboy e Band de filles) che ha collaborato per la stesura della sceneggiatura. Il connubio tra la regista trentottenne e il settantatreenne Téchiné appare molto stimolante e fruttuoso in quanto si sposano bene entrambe le visioni (quella più naturalista e quella più estetizzante).

Il film infatti non ha una struttura prevedibile perché inizialmente la storia sembra prendere un’altra piega, addirittura aleggia il sospetto di un’illecita liaison tra Thomas e la mamma di Damien, che fin da subito sembra affascinata dal misterioso ragazzo. La verità è che forse inconsciamente la donna sa cosa sia meglio per Damien prima ancora che lo capisca lui. E uno degli aspetti più interessanti del film è proprio il rapporto madre-figlio, così intimo e diverso da quelli già proposti in passato da Téchiné.

Un po’ di merito va anche all’attrice, Sandrine Kiberlain, la quale poco conosciuta in Italia (qualcuno la ricorderà per essere stata Simone de Beauvoir in Violette) è invece un volto noto in Francia. L’attrice infatti, dal fascino poco convenzionale, ha spesso interpretato ruoli di donne dall’apparenza delicata ed equilibrata che poi rivelano un’identità “borderline” a causa di passioni amorose devastanti.

Un altro aspetto del film da menzionare è l’ambientazione, inusuale in un cinema francese spesso girato negli eleganti esterni parigini o nei piccoli paesini di campagna (per esempio la serie P’tit Quinquin). La montagna infatti crea dinamiche peculiari tra i personaggi, per esempio diventando violenta nel momento più conflittuale del rapporto tra Thomas e Damien e trasformandosi in rifugio quando scoprono di amarsi.

Techiné si conferma uno dei grandi maestri del cinema francese, che rispetto ad altri registi della sua generazione riesce sempre ad avere uno sguardo fresco e attento sulla contemporaneità.

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