Cinema News — 11 dicembre 2012

TITOLO: Quasi Amici – Intouchables

ANNO: 2011, Francia

DURATA: 113 minuti

GENERE: Commedi, drammatico

REGIA: Olivier Nakache, Éric Toledano

CAST: François Cluzet, Omar Sy,Anne Le Ny, Audrey Fleurot, Clotilde Mollet Alba Gaïa Bellugi, Cyril Mendy, Christian Ameri, Grégoire Oestermann, Thomas Solivéres

TRAMA: In seguito a un incidente di parapendio, l’abbiente e aristocratico Philippe,  resta paraplegico. A causa di questo incidente è costretto ad assumere qualcuno che lo aiuti quotidianamente nelle sue attività. Una disgrazia alla quale si sommerà anche la perdita dell’amatissima moglie. Alla selezione Philippe tra i tanti candidati qualificati, verrà colpito dall’unico che non ha la minima intenzione di ricoprire il ruolo di “badante”. Infatti il suo unico obiettivo è quello di ottenere il sussidio di disoccupazione. Driss è un ragazzo algerino di grande prestanza fisica, uscito da poco di prigione che non solo non ha alcun requisito per svolgere il compito di assistente sociale e parasanitario, ma che appare anche inadatto al ruolo per il suo comportamento indelicato e irrispettoso delle condizioni di Philippe. Eppure, proprio per questo suo modo di essere, Driss riuscirà comunque a conquistare e a smuovere l’uomo dallo stato di torpore esistenziale indotto dalla tetraplegia, riaccendendo in lui la voglia di tornare a vivere.

Da questi due uomini così diversi, nascerà un’amicizia inaspettata.

RECENSIONE: Quasi amici è un film ispirato a una storia vera e incentrato sulla singolare amicizia tra un ricco e disabile parigino e un povero e prestante immigrato algerino.

Un successo che ha il suo segreto nella delicata coesione di tenerezza e risate, questo capolavoro ha come caratteristica di rendere il lato tragico, schermato dalla leggerezza, dall’ironia e dalla semplicità.

Driss e Philippe hanno due fisicità e due mondi a confronto completamente diversi, in cui la tragedia del ricco si accosta alla vita povera ma sfrontata del ragazzo di strada per capire che il limite, il senso di vuoto sono una condizione mentale prim’ancora che fisica.

Ciò che coglie con realismo questa commedia-drammatica sulle sfide che la vita ci impone, è la volontà di ogni uomo ad essere trattato alla “pari”, che non traduca la limitazione fisica in un handicap mentale. Infatti di fronte alla falsa solidarietà e al pietismo di tanti, Philippe sceglierà l’indelicatezza di Driss, l’unico che riesce a vederlo per quello che è realmente, cioè un essere umano. Infatti ciò di cui ha bisogno l’aristocratico è proprio qualcuno che lo faccia vivere, ridere ed uscire da quella prigione che è il suo corpo ma anche tutto quello che lo circonda.

I due registi con estrema cautela hanno saputo elaborare un dramma che viene alleggerito, da questa amicizia “intoccabile” che riuscirà a guardare oltre i limiti sociali e fisici delle vite in questione.

 

Una piccola curiosità riguarda la colonna sonora del film che è firmata dalle melodie intense e poetiche di Ludovico Einaudi.

 

FRASE:Ti sei mai chiesto perché la gente si interessa all’arte? Perché è l’unico segno del nostro passaggio sulla terra.

 

VOTO: 9

 

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