Archivio film Cinema Eventi News — 12 novembre 2017

Non è Horror Channel: è il Ravenna Nightmare Film Festival. A partire dalla prima edizione questa manifestazione ha rivoluzionato il modo di fare un festival di settore in Italia, aggiungendo dignità ad un genere che nella nostra penisola può vantare poche kermesse circonfuse  da  un’aura realmente appassionante. Ora in pieno picco di piattaforme digitali e sovraffollamento di film horror nello streaming, il festival ravennate rischia di perdere lo scettro. Ma la presenza nel palinsesto di film come Fashionista  di Simon Rumley ( Premio della Critica alla Miglior Regia), Midnighters  di Julius Ramsay (Premio Anello d’Oro al Miglior Lungometraggio), Beach House di Jason Saltiel, You Go To My Head  di Dimitri De Clercq, Hostile di Mathieu Turi,  The Child Remains di Michael Melski e Pechorin di Roman Khrushch, è il suo modo di riappropriarsene. Sono tutti film che non limitano a contenere i caratteri topici del cinema de paura, ma che aderiscono pienamente ad un’epoca in cui questo genere obbedisce più che mai all’esigenza di fare coesistere lo stile sporco con la raffinatezza della messinscena, che passa da temi genuinamente forti come la maternità indesiderata, vedi The Child Remains, per chi scrive il più inquietante della selezione e destinato a diventare un classicone, l’ossessione per i vestiti vintage di Fashionista, che nell’ultima parte presenta immagini avanguardistiche alla Kenneth Anger. Senza contare il  rapporto di coppia insito in Fashionista e Midnighters e il citazionismo di Hostile, realizzato con il patrocinio di Xavier Gens, che coniuga in maniera visionaria il post-atomico, il linguaggio di Richard Stanley e  la letteratura di Matheson. Insomma il menù del RNFF proiettato al Cinemacity e al Palazzo del cinema,  è come sempre sopraffino ed è difficile rimanere immuni.

Ci sono direttori festivalieri così, senza fare nomi e cognomi, la cui unica preoccupazione è di avere un budget come quello della Mostra veneziana e i divi sul red carpet. Poi fortunatamente ci sono direttori come Franco Calandrini che selezionano il cinema quello vero con finanziamenti pubblici, che gridano vendetta e con una coerenza lodevole, proponendo film destinati a restare nell’ambito dell’immaginario horror. Il palinsesto del RNFF lo dimostra anche con altri eventi come la proiezione di Cosa avete fatto a Solange? (1972) di Massimo Dallamano, accompagnata dal protagonista  Fabio Testi, fra le poche star internazionali del nostro cinema, che in un incontro con il pubblico,  ha evidenziato una carriera ricchissima, molteplice, capace come poche altre di attraversare cinematografie  e stili diversi, che lo ha reso un osservatore e artefice privilegiato nell’evoluzione nei generi del grande schermo.

Ma l’epilogo migliore, quello che  nessun film potrebbe regalare, si è verificato quando nell’ex capitale del regno ostrogoto ha fatto una capatina anche David Lynch, che non ha certo bisogno di presentazioni. E se nella distribuzione “normale” incassano parecchio prodotti furbetti all’insegna dell’esercizio di stile come Auguri per la tua morte di Christopher Landon, il narratore filmico dell’inconscio in persona, si è offerto ai fans impazziti.

Da Twin Peaks a Ravenna la distanza probabilmente non è poi così lunga.

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