Attori News — 23 aprile 2013

Italia, 2012

Regia: Alessandro Gassman

Cast: Alessandro Gassman, Giovanni Anzaldo, Manrico Gammarota, Sergio Meogrossi, Matteo Taranto, Madalina Ghenea, Michele Placido, Carolina Facchinetti

Durata: 106’

Distribuzione: Moviemax

In sala dal 18 aprile 2013

Per il suo esordio dietro la macchina da presa, l’attore figlio d’arte Alessandro Gassman decide di trasporre sul grande schermo una pièce teatrale che lo ha già visto protagonista per diversi mesi sulle scene italiane. L’opera d’origine è “Cuba and his Teddy Bear” di Reinaldo Povod, adattata in Italia con “Roman e il suo cucciolo”, una storia molto dura che parla di criminalità e integrazione razziale, ma soprattutto del rapporto padre-figlio.

Gassman interpreta Roman, un romeno arrivato in Italia, nella periferia romana, da ormai trent’anni e dedito allo spaccio di cocaina. Roman ha un figlio adolescente, Nicu (Giovanni Anzaldo), e spera con tutto il cuore che il suo “cucciolo” non segua la strada paterna. Però è difficile sottrarsi a un destino già scritto quando si cresce in un determinato ambiente e malgrado Roman faccia di tutto per crescere suo film con ideali giusti, Nicu sembra affascinato dal lato oscuro e la sua frequentazione con il pusher che si fa chiamare Talebano (Sergio Meogrossi) è la goccia che fa traboccare il vaso.

Gassman vuole rischiare e per il suo esordio alla regia compie una serie di scelte che ai più potrebbero risultare impopolari: gira il film in un bianco e nero molto sporco e tratta un tema borderline in bilico tra l’impegno sociale e il cinema più smaccatamente di genere. Guardando “Razza bastarda” viene immediatamente alla mente “L’odio”, il magnifico film con cui Mathieu Kassovitz vinse a Cannes e in effetti più di una somiglianza accomunano le opere e non solo per le scelte stilistiche, ma anche per la voglia di raccontare una storia di emarginazione e criminalità inquadrandola nelle periferie di una grande città europea. Ma a differenza del film di Kassovitz, Gassman non usa quasi mai l’ironia e il senso del grottesco è completamente escluso, puntando su stile e storia che richiamano quasi a un’estremizzazione del neorealismo, che diventa a tratti iperrealismo.

Razza bastarda” è un film violento e crudo, a tratti riesce perfino a mettere a disagio per la descrizione di una realtà ai margini che sembra destinata a rimanere tale. Roman, Nicu e i loro “simili” vengono descritti come cani rabbiosi, individui senza futuro che non provano neanche a cercare riscatto perché condannati a soffrire e sopravvivere, come se questa condizione appartenesse al loro codice genetico. Lo stesso accade con il personaggio di Dorina, interpretata dalla modella romena (già apparsa ne “I soliti idioti”) Madalina Ghenea, bellissima dallo sguardo triste, laureata in ingegneria che in Italia è costretta a prostituirsi per “tirare avanti”.

Seppure il film sia patrocinato da Amnesty International, a tratti si ha la sensazione che Alessandro Gassman sia però caduto nel facile stereotipo razzista e seppure il suo ritratto di questo piccolo nucleo familiare sia comunque realistico, svuotare i suoi personaggi di tratti positivi e immergerli nel mondo della criminalità a tutto tondo in alcuni momenti tradisce le intenzioni. Così come la stessa recitazione sopra le righe di Gassman e di Matteo Taranto in più di un’occasione appare caricaturale.

Razza bastarda” comunque convince, colpisce nel segno perché intrattiene e allo stesso tempo fa riflettere, un anomalo film di genere forse figlio anche della rinnovata voglia di esplorare al cinema il mondo della criminalità capitolina senza lesinare in eccessi, come iniziato da “Romanzo criminale” e proseguito dallo stesso in tv. Ottimo il co-protagonista Manrico Gammarota, così come il giovane Giovanni Anzaldo, recentemente visto anche in “Romanzo di una strage”; efficace anche se breve il ruolo dell’ex stella della commedia Nadia Rinaldi, qui nei panni di una madre distrutta dalla perdita della figlia causata dall’attività illecita di Roman.

Voto: 7

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