Cinema News — 12 marzo 2013

TITOLO: Ribelle – The Brave

ANNO: 2012

DURATA: 100 minuti

GENERE: commedia, animazione, avventura, azione

REGIA: Mark Andrews, Brenda Chapman, Steve Purcell

CASA DI PRODUZIONE: Pixar Animation Studios

DISTRIBUZIONE: Walt Disney Pictures

 

Dopo la notte degli Oscar mi rendo conto di avere molti film da guardare. Lista alla mano inizio dal primo, so di cogliervi di sorpresa, ma non potevo che scegliere il film d’animazione “Ribelle – The Brave”.

Dopo i primi cinque minuti è già amore. Siamo in Scozia, in un castello dove vivono il re Fergus e la sua famiglia. La storia è quella della principessa Merida, che racconta in prima persona la sua avventura. Nonostante la madre tenti in tutti i modi di educarla e di farla diventare una vera principessa, Merida ha un carattere indomito, coraggioso, avventuriero. Appena può salta in groppa al suo cavallo, Angus, suo più grande confidente e va a giocare nel bosco, allentandosi con il suo inseparabile arco. È una principessa fuori dagli schemi, che mangia come un uomo e non ama i vestiti eleganti.

La spensieratezza di Merida è tuttavia destinata a volgere al termine. La madre infatti vuole che si sposi, ed ha radunato tutti i clan per farle scegliere il suo sposo , tra tutti i pretendenti. Merida non si da per vinta, chiede ai suoi pretendenti di sfidarsi tra di loro al tiro con l’arco, ottenendo scarsi risultati. Così è lei stessa a scendere sul terreno di battaglia e scocca tre frecce vincenti, conquistando lei stessa la sua mano. La madre è furiosa e le impone di scegliere uno dei ragazzi. È questo il suo destino, inutile puntare i piedi.

Merida, furiosa, scappa nel bosco, dove si imbatte in una strega. La implora di aiutarla a cambiare l’atteggiamento di sua madre, e la vecchia strega le da una tortina dicendole “con questa tua madre cambierà”. La principessa torna felice al castello ed offre il dolce alla madre, convinta che tutto possa volgere per il meglio. La madre accetta il dono, in segno di pace, e dopo averlo mangiato inizia la trasformazione. Non metaforicamente, ma letteralmente parlando! La regina Elinor si trasforma in un grosso, possente e spaventoso orso. Inizia dunque la parte divertente in cui madre e figlia scappano dal castello e cercano di rimettere ogni tassello al suo posto. Il lieto fine è piuttosto scontato ma comunque commuovente.

Come ogni pellicola firmata Pixar la grafica è a dir poco mozzafiato, rendendo la storia un mero strumento. Il premio miglior effetto va sicuramente ai capelli di Merida, una folta chioma rossa, svolazzante che sembra prender vita sullo schermo. Meravigliosi, ricordano vagamente i peli del mostro gentiluomo Sulley di “Monsters & Co.”. La trasformazione di mamma Elinor richiama la storia di “Koda, fratello orso”, secondo la quale un cambio di prospettiva a volte è determinante nella vita di una persona per prendere una decisione importante. L’elemento magico, personificata dalla strega, è un classico dei film d’animazione che non poteva assolutamente mancare. Bellissima la figura del padre, re grande e grosso che in fin dei conti non farebbe male ad una mosca, amorevole con la figlia, tanto da non rimproverarla mai, delegando il compito sempre alla moglie, è lei tra i due a “portare i pantaloni”. Divertentissimi i tre fratellini minori di Merida, che per sbaglio mangeranno la tortina magica e diventeranno anche loro orsetti. Come in ogni Pixar che si rispetti ci sono citazioni e omaggi nascosti ovunque. Ne è ricca ad esempio la casa della strega, dove troviamo una scultura in legno del furgone Pizza Planet ed un ritratto di Sulley di 2Monsters & Co”.

Delicata ed emozionate anche la colonna sonora, che nella versione italiana contiene due brani interpretati da Noemi, “Il cielo toccherò” e “Tra vento e aria”.

Nonostante la storia funzioni, sia divertente e coinvolgente alla fine sembra che manchi qualcosa. Quel pizzico di pepe e sorpresa che ci ha fatto emozionare guardando pellicole come “Toy Story” o “Alla ricerca di Nemo”. Non fraintendetemi, Ribelle è un film meraviglioso, tanto da essersi guadagnato l’Oscar, ma io credo che si possa sognare e sperare ancora di meglio. Basta pensare ad “Up”, che incolla lo spettatore allo schermo facendo sconfinare il cinema in pura poesia.

FRASE: “Alcuni dicono che al destino non si comanda, che il destino non è una cosa nostra. Ma io so che non è così. Il nostro destino vive in noi, bisogna soltanto avere il coraggio di vederlo.”

GIUDIZIO COMPLESSIVO: 7 ½

 

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