Cinema News — 09 aprile 2013

Appena saputo della morte dell’ex ministro britannico Margaret Thatcher, l’immagine che mi è venuta in mente è il ritratto disarmante, veritiero e senza filtri che la regista Phyllida Lloyd ne fa in “The Iron Lady” nel 2011. Margaret, prima e a tutt’oggi unica donna ad aver ricoperto la carica di Primo Ministro del Regno Unito, è un simbolo di come l’essere donna non sia un limite, in un ambito socio-politico come quello conservatore lei è riuscita ad emergere dimostrando che l’essere femminile può eccellere anche al di fuori della cucina. “Essere potenti è come essere una donna. Se hai bisogno di dimostrarlo vuol dire che non lo sei” dichiarò la Thatcher in un’intervista, risoluta e diretta, non a caso venne soprannominata la Signora di ferro.

Nel film “The Iron Lady”, la controversa parte della politica britannica venne affidata alla straordinaria Meryl Streep, che grazie a questa interpretazione vinse, nel 2012, il premio di miglior attrice protagonista. “Quando si interpreta una persona, e un personaggio controverso non si deve giudicare, avere delle opinioni, odiare o amare. Si deve piuttosto cercare di entrare nella sua personalità e abbassare il profilo della propria. La Signora Thatcher è stata una conservatrice, si è macchiata le mani di sangue, ha fatto scelte impopolari e dure. Ma è indubbio, ad esempio, che sia stata a suo modo una femminista. Per la gente della mia epoca era inconcepibile che una donna sedesse in un consiglio d’amministrazione, guidasse una grande corporation, fosse protagonista in politica. Thatcher lo è stata, e ha fatto la Storia, nel bene e nel male”, così Meryl Streep parla della figura della Thatcher. Nonostante avesse esplicitato in diverse occasioni la sua antipatia giovanile nei confronti della politica, da professionista qual è la sua interpretazione fu impeccabile, riuscendo a cogliere le sfumature più intrinseche della personalità della Thatcher, oltre alle sue forti motivazioni politiche.

Il film parla della vita dell’ex ministro, sin dall’infanzia. Il tutto raccontato da un’anziana Margaret, occhi spenti, ricordi sfocati che spesso di accavallano tra di loro. Un ritratto che trasuda tenerezza, fragilità. Un’immagine fin troppo lontana dalla Lady di ferro di cui tutti avevano soggezione. Una donna, nient’altro che una donna, ecco cosa ci racconta la pellicola di Lloyd, in tutte le sue sfumature. Le giornate passate in ufficio, sommersa da carte, le domeniche lontano dalla propria famiglia, spesso accantonata, i metodi politici spicci e spesso non condivisibili da spietata conservatrice, tutto si riduce ad un paio di occhi tristi e spenti.

Oggi che la Signora di ferro britannica si è spenta, all’età di 87 anni, voglio ricordarla così. Una donna apparentemente forte, invincibile, risoluta, eppure così umana e fragile.

Concludo citando una delle sue tante perle, che esplicita come la disciplina, l’educazione e la moralità fossero alla base del suo essere: “Cura i pensieri: diventeranno parole. Cura le tue parole: diventeranno le tue azioni. Cura le tue azioni: diventeranno abitudini. Cura le tue abitudini: diventeranno il tuo carattere e cura il tuo carattere perché diventerà il tuo destino. Diventiamo quello che pensiamo”.

 

(0) Readers Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.