Cinema News — 24 febbraio 2014

Titolo: Saving Mr. Banks
Regia: John Lee Hancock
Sceneggiatura: Kelly Marcel
Fotografia: John Schwartzman
Montaggio: Mark Livolsi
Musiche: Thomas Newman
Cast: Tom Hanks, Emma Thompson, Ruth Wilson, Colin Farrel, Paul Giamatti, Rachel Griffiths, Bradley Whitford, Jason Schwartzman, B.J. Novak, Kathy Baker
Produzione: Walt Disney Pictures, Ruby Films, Essential Media & Entertainment, Hopscotch Features
Distribuzione: Walt Disney Pictures
Nazionalità: USA
Anno: 2013
Durata: 126 minuti

“Venti da Oriente, nebbia in arrivo, come qualcosa che si sta preparando, pronto ad iniziare. Non riesco a definire cosa c’è in serbo ma sento che ciò che sta per accadere è già successo.”

Con le note di un meraviglioso pianoforte inizia la prima scena, che riesce da subito a trasportare lo spettatore in un meraviglioso mondo, quasi idilliaco, come quello dei bambini.

E’ il 1961, nel film troviamo due storie parallele: nella prima, quella principale, vi è il fantastico Walt Disney, interpretato da Tom Hanks, che prova a rendere “reale” il personaggio della nostra amata Mary Poppins cercando di contrattare con la scrittrice del libro, Lyndon Travers, interpretata da Emma Thompson. La seconda storia è quella della vita dell’autrice, del suo passato e della sua infanzia, accompagnata da un padre sognatore, splendido, ma malato e con il vizio del bere a causa dei problemi economici; tutto il film andrà avanti alternando le due storie con numerosi flashback. La signora Travers dopo tante lettere accetta di incontrare Walt Disney e si ritrova catapultata da Londra ad Hollywood. Disney cerca di contrattare per una propria versione cinematografica poiché la signora Travers si trova in disaccordo su molte cose e non sarà per niente facile farle cambiare idea. Non convinta del tutto di voler concedere i diritti sul proprio libro, poiché si tratta della “sua famiglia”, alla fine riesce a intuire che le idee del sig. Disney non sono malvagie, e accetta di far realizzare il favoloso film che tutti noi conosciamo già.

Tutta la pellicola sembra intrisa di un sapore magico, idilliaco come quello della scena iniziale, ma al contempo malinconico. Il film lascia vedere i retroscena, spiega le ragioni di certe scelte, i compromessi che sono stati fatti, la voglia di far sognare del sig. Disney, la volontà di portare il bestseller al cinema per mantenere la promessa fatta alle sue due figlie; ma racconta anche il dolore della signora Travers nel rivivere la propria infanzia e ci permette di analizzare la vita di questa donna – un tempo piena di sogni ma adesso fatta di delusioni nei confronti di se stessa – di comprendere meglio la figura di Mr. Banks e quella di Mary Poppins.

Un applauso va all’attrice Emma Thompson, la cui interpretazione è talmente perfetta che ogni sua lacrima, ogni suo ricordo, ogni suo pensiero sono un colpo al cuore anche per chi la sta guardando, tanto che la sua presenza vale da sola la visione del film; ma troviamo anche un bravo Tom Hanks, che riprende lo spirito un po’ sognatore e giocoso di Walt Disney, facendoci capire perché e come questo personaggio diventò così grandioso. Il film non dimentica neanche i fantastici fratelli Richard (Jason Schwartzman) e Robert Shermann (B.J. Novak), autori della colonna sonora di Mary Poppins e ci presenta un ottimo Bradley Whitford, nel ruolo dello sceneggiatore Don DaGradi. Bravo anche Colin Farrell nel ruolo del padre, dolce e allo stesso tempo intimamente ferito per colpa di tutto quello che non potrà mai dare alla sua bambina, che ama da impazzire con tutto se stesso, e questo amore si sente in ogni scena.

– Non smettere mai di sognare. Potrai essere chiunque vorrai.

– Voglio essere solo come te.

– No tesoro, non essere come me.

Saving Mr. Banks non è un capolavoro cinematografico, ma è sicuramente un film bellissimo, che fa riflettere, ricco di emozioni. E’ una narrazione di tutto quello che è successo dietro alla creazione del film “Mary Poppins”, è un racconto che ci permette di amare ancora di più quel capolavoro. Il film fa piangere, fa ridere, fa sognare e ci lascia nello stesso modo in cui è “arrivato”: con delle note di pianoforte che cullano, che accompagnano lo spettatore e lo invitano, ancora una volta, a perdersi tra i ricordi dell’infanzia, tra i sogni del bambino che ognuno di noi ha dentro di sé e che non ci abbandonerà mai.

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