Archivio film Cinema News — 31 ottobre 2018

Titolo originale: Searching
REGIA: Aneesh Chaganty
ATTORI: John Cho, Debra Messing, Joseph Lee, Michelle La,
SCENEGGIATURA: Aneesh Chaganty, Sev Ohanian
FOTOGRAFIA: Juan Sebastian Baron
MONTAGGIO: Nicholas Johnson, Will Merrick
MUSICHE:  Torin Borrowdale
PRODUZIONE: Bazelevs Entertainment, Bazelevs Production
DISTRIBUZIONE: Warner Bros. Italia
PAESE: U.S.A.
ANNO: 2018
DURATA: 101 min.

La storia della famiglia Kim ci è narrata con le immagini delle videochiamate, delle chat, dei filmati registrati nella memoria di un computer, di finestre che si aprono e chiudono su mondi virtuali che si mescolano con quelli reali fino a distorcere i contorni di entrambi e creare dei labirinti all’interno dei quali orientarsi diviene pressoché impossibile.
Una famiglia “normale”, composta da marito, moglie e una figlia, Margot.
Una famiglia felice nella quale la madre insegna alla figlia a suonare il pianoforte e in cui i sorrisi sembrano essere tratto caratteristico di ogni giornata. Almeno fino a quando alla madre non è diagnosticato un linfoma che la porterà alla morte.
Inizia, così, il distacco tra padre e figlia; un distacco alimentato dal tabù di parlare della madre e che il passare del tempo rende quasi incolmabile tanto che l’uomo non si rende nemmeno conto che la figlia ha interrotto le lezioni di piano.
E una notte, dopo ripetute telefonate al cellulare del padre -che non risponde perché sprofondato in un sonno profondo- Margot scompare.
Nessuno scompare senza lasciare traccia, anche se questa fosse digitale: la ricerca di una qualsiasi impronta sarà, dunque, il momento in cui avrà inizio il viaggio che l’uomo intraprende all’interno del mondo cibernetico dentro il quale tenta di ricostruire il percorso che ha portato alla scomparsa della figlia e che gli mostra quanto nulla lui sappia della vita della sedicenne. Si affida, dunque, a una detective, Rosemary Vick, che lo aiuta nell’arduo compito di ritrovare Margot mostrando grande comprensione nonché compassione.
Fermandoci un passo prima del racconto dello sviluppo delle indagini per non rovinare l’intreccio della trama, ci si sofferma invece sul mezzo utilizzato dal regista per raccontare il proprio film: è tutto un saltare dallo schermo del computer della figlia a quello del padre, di pagine web che si aprono l’una dopo o dentro l’altra e che mostrano, ciascuna, un pezzetto di mondo adolescenziale ignoto e a tratti pauroso. Una vita in cui le bugie e le omissioni si mescolano e si disvelano nel momento tragico di una scomparsa.
Uno stile originale che usa le tecnologie come esperimento filmico ma che, al contempo, sembra farle divenire oggetto di critica in quanto causa di profonde distanze tra gli individui, distanze che, paradossalmente, sembrano tanto più profonde quanto i legami siano intimi come quelli di una famiglia. E anche la famiglia, in particolare il rapporto genitori-figli, sembra essere uno dei temi che il regista intenda raccontare e criticare, insieme.
Un film in cui la suspense non è affatto indebolita dall’utilizzo delle nove tecnologie e nel quale, come in ogni thriller che si rispetti, non mancano i colpi di scena, gli intrecci, le ambiguità.

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