Cinema News — 09 aprile 2013

Luminita è una borseggiatrice che vive in una baraccopoli nelle periferia di Torino. Trova una nuova vittima, Antonio un uomo solo e anziano, e si installa in casa sua con la forza. Portando con sé un neonato rapito.

Il primo lungometraggio dei torinese Massimiliano e Gianluca de Serio Sette Opere di Misericordia è un film italiano che non ti aspetti, dalle forti caratteristiche autoriali e dal respiro europeo. Un prodotto complesso di pura estetica e formale. Infatti i dialoghi e la narrazione sono ridotti all’osso, ma inseriti e calibrati al punto giusto. Ogni piano, ogni movimento di macchina è studiato con estrema accuratezza: la luce, cupa e fredda dell’inizio lascia spazio a una luce totale e abbacinante del finale, l’utilizzo del fuori fuoco, di immagini statiche di sapore caravaggiesco. Tutti elementi che rendono quest’opera prima uno degli esordi più interessanti degli ultimi anni.

I fratelli De Serio, a differenza di tanti altri autori soprattutto italiani, hanno avuto il coraggio di trattare temi controversi senza risultare prevedibili e superficiali. Hanno avuto quella spregiudicatezza di mostrare più di un’idea nello stesso film, e poi, non hanno avuto paura di portare sul grande schermo la realtà cruda e disturbante delle periferie.

Il cinema dei Fratelli De Serio è un cinema di silenzi e di solitudini, di sguardi e di corpi- ributtanti- nei quali si percepisce quell’urgenza di fuggire di ribellarsi, che porta inevitabilmente

La pellicola decolla nel momento in cui le miserie e le solitudini dei due personaggi, interpretati da uno straordinario Roberto Herlitzka e da un’ottima Olimpia Meninte (che tanto ricorda la Rosetta dei Fratelli Dardenne) dopo essersi scontrate, trovano un punto di contatto e di delicata intesa. E poi, si arriva al finale di una folgorante bellezza visiva ed emozionale.

Sette Opere di Misericordia è stato distribuito in Italia da Cinecittà Luce ed è stato co – prodotto dalla società di produzione dei fratelli Dardenne, non a caso direi.

Inoltre, prima dell’uscita italiana, è stato presentato nei più importanti festival europei: Locarno, Annecy, Torino e persino a Marrakesh, ottenendo numerosi di riconoscimenti.

Giovani e promettenti autori da tenere sotto controllo.

 

Voto 7 

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