Archivio film Cinema News — 23 Gennaio 2020

Dopo il successo e la Palma d’ Oro a Cannes con “ Io, Daniel Blake”, il regista Ken Loach continua la su analisi sul mondo del lavoro in Inghilterra , lo sfruttamento dei lavoratori , il precariato simbolo di una società che non riconosce i sacrifici dei singoli, delle famiglie, un abusivismo etico e morale che sovrasta ogni speranza di vita tranquilla. Ricky ( Kris Hitchen) e Abbie ( Debbie Honeywood) vivono a Newcastle con i loro due figli: Ricky ha svolto numerosi mestieri metre la moglie si occupa di assistenza ad anziani e disabili. Nonostante lavorino molto duramente con ritmi lavorativi disumani, cercano invano di inseguire il loro sogno, ovvero possedere una casa di proprietà. Se Abby vendesse la sua auto, il marito potrebbe realizzare il progetto di divenire trasportatore, ma non sarà semplice concretizzare tale idea. Il regista, non firma semplicemente la regia del film, è partecipe della sorte dei protagonisti, vive il loro dolore, le loro insicurezze e speranze, con la consapevolezza di chi vorrebbe sovvertire un sistema che inchioda la fiducia nel futuro in un quadro con pochi colori , poca luce. Loach non usa virtuosismi registici , semplicità abbinata alla purezza e genuità dei protagonisti non noti al pubblico , ma perfetti nel permettere allo spettatore di immedesimarsi in uno spaccato reale ricco di problematiche comuni. La dignità sul lavoro, l’ opportunità di vivere aspettative e creare opportunità sono punti cardine su cui dovrebbe erigersi a pieno la società contemporanea,troppo legata al dio denaro e al potere oscuro, una democrazia che diviene oligarchia.

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