Archivio film Cinema Eventi News — 13 Marzo 2019

Anteprime e inediti Le due anime di Sottodiciotto & Campus, Festival diretto da Steve Della Casa, sempre attento a conciliare il mondo dei giovani e delle scuole con quello dei cinefili, si esprimono in questa sezione attraverso una selezione di film che se da una parte tentano di intercettare le nuove tendenze del cinema contemporaneo, dall’altra non rinunciano a trattare tematche legate alle questoni giovanili, fornendo anche un punto di vista interessante rispetto al tema che caratterizza questa 20 ma edizione, ovvero l’autorappresentazione. È il caso di Selfie , di Agostno Ferrente, film di chiusura di Sottodiciotto & Campus, presentato in anteprima mondiale alla 69 ma edizione del Festval di Berlino e distribuito dall’Isttuto Luce. Ferrente, dopo L’orchestra di Piazza Vittorio e Le cose belle , torna al cinema documentario con una storia in cui i protagonist – due ragazzi del rione Traiano di Napoli – si raccontano senza filtri (non c’è neanche quello dell’operatore di macchina) attraverso un iPhone, o meglio attraverso una serie di selfie che ricostruiscono la loro vita quotdiana, i loro sogni, le loro difficoltà all’interno di uno dei quarteri più difficili della città. Alla ricerca di un equilibrio diverso sono anche Dafne e Clara; la prima è una giovane donna affetta dalla sindrome di Down, protagonista dell’omonimo film, firmato da Federico Bondi e distribuito dall’Isttuto Luce; la seconda è una giovane ricercatrice universitaria che in Cetáceos , opera prima dell’argentna Florencia Percia, viene colta da una profonda crisi esistenziale dopo il trasloco nella nuova casa. Dafne , reduce dal suo primo grande successo all’ultma Berlinale – dove ha vinto il Premio Fipresci – e presentato in anteprima nazionale, aprirà il Festval venerdì 15 marzo. Alcuni grandi temi della contemporaneità (come il culto della celebrità, l’ascesa delle destre nel mondo e l’emergenza dei profughi) sono invece al centro delle vicende di Diamantino , di Gabriel Abrantes e Daniel Schmidt. Diamantino è stato presentato alla scorsa edizione del Festval di Cannes ed è stato sostenuto, in fase di sviluppo, dal TorinoFilmLab. Un altro tema fondamentale e attualissimo della società contemporanea riguarda l’industria digitale ed è oggetto di analisi in The Cleaners , il documentario di Hans Block e Moritz Riesewieck che ha fatto molto parlare di sé allo scorso Sundance Film Festval e che si interroga sulla libertà di espressione rispetto alle grandi piattaforme della rete. Un debutto promettente che trova spazio nella sezione è anche quello di Santago Esteves, che con il suo lungometraggio d’esordio, La educación del Rey – presentato dal Festval in collaborazione con Exit Media e Slow Cinema – realizza un racconto di formazione attraverso un film di genere che mescola la profondità del dramma agli element del thriller e del western moderno. Completa la selezione delle anteprime Pantareno , di Alexis Ftakas, un’avventurosa traversata del Reno, compiuta a bordo di un gommone. Un viaggio che si trasforma in un momento intmo di riflessione sull’amicizia e sui rapport personali . Pantareno sarà preceduto da Gli anni di Sara Fgaier, opera vincitrice del prestgioso premio per il Miglior cortometraggio europeo alla 31 ma edizione degli Efa. Entrambi i lavori sono stat realizzat grazie alla collaborazione di Superotmist, l’Archivio regionale di film di famiglia curato dall’Associazione Museo Nazionale del Cinema. Caterina Taricano (curatrice della sezione)

Rappresentazione del sé e fumetto Tema scelto per la 20 ma edizione del Festval, l’autorappresentazione è talvolta ironica e al tempo stesso introspetva, viaggio onirico e giocoso negli universi interiori: dai classici del passato alle più recent sperimentazioni autoriali, il cinema d’animazione ha declinato la raffigurazione del sé in modi spesso imprevist. E sono proprio alcuni degli innumerevoli volt dell’autorappresentazione a caratterizzare gran parte delle opere selezionate quest’anno. Mirai e Mani Rosse ci conducono in una dimensione in cui la visione di sé del bambino e dell’adolescente, ancora favolosa e sospesa tra sguardo interiore ed esteriore, tra passato e futuro, porta alla riconciliazione con il misterioso mondo degli adult e a un’emancipazione in cui la fuga, l’arte e il sogno diventano modi per crescere e raccontarsi. Con Seder-Masochism , attraverso un esilarante quanto arguto mix di musical e figure stlizzate, l’animatrice e regista americana Nina Paley tratta il complicato rapporto tra religione e condizione femminile. Un diario familiare (una parte consistente del film è costtuita da una lunga audio-intervista al padre) che, al contempo, riesce a diventare una rappresentazione universale dell’essere umano, un amaro e ironico selfie dell’uomo inteso come specie. Nei due film del fumetsta e regista Alberto Vazquez i personaggi agiscono in un mondo cupo e impietoso. Dalla riflessione esistenziale di Decorado , passiamo all’atmosfera di estrema desolazione di Psiconautas , resa ancor più efficace dalle fattezze dei suoi personaggi, buffi e delicat animalet antropomorfi, deformat secondo l’originalissima visione surreale dell’autore. L’isola moribonda dalla quale i protagonist cercano di scappare, si fa simbolo di putrefazione morale e psichica, capace di ridestare demoni interiori e deformare la percezione del sé. Seguendo un percorso che spontaneamente si collega all’esperienza artstca di Nina Paley e Alberto Vazquez, un ulteriore fulcro attorno al quale si sviluppa quest’anno il programma di animazione è il fumetto. Il rapporto tra arte sequenziale e cartoon è intenso fin dalle sue origini e sono numerosissimi i personaggi e le storie che, prima di approdare al cinema, hanno visto il loro debutto su carta. Da non perdere, dunque, gli omaggi a due icone del fumetto che quest’anno compiono 90 anni: Braccio di Ferro e Tintn. Popeye the Sailor esordì il 17 gennaio 1929 con la striscia a fumet Thimble Theatre raggiungendo una immediata popolarità, tanto da convincere la Paramount a produrre una serie di cortometraggi animat per il cinema firmat Max e Dave Fleischer. In due appuntament sarà ripercorsa la storia produtva della serie animata, dal primo episodio del 1933 fino ai film di propaganda bellica dei Famous Studios, senza dimentcare i tre magnifici speciali a colori realizzat alla fine degli anni Trenta. Hergé, il creatore di Tintn, per tutta la sua vita scrisse, disegnò e ridisegnò le avventure del giovane reporter dalla testa tonda e dal caratteristco ciuffo all’insù. Tra i numerosi adattament si distngue, per completezza e fedeltà al fumetto, la serie animata franco-canadese del 1991-92 che porta sullo schermo in modo filologico tutte le storie narrate negli album. Per omaggiare i 90 anni di Tintn e, al contempo, commemorare i 50 dai primi passi sul suolo lunare di Armstrong e Aldrin, vengono propost i quattro episodi della serie Le avventure di Tintin trat dagli albi Objectif Lune e On a marché sur la Lune che narrano il rocambolesco allunaggio di Tintn e i suoi amici. Accanto a quest due arzilli “vecchiet”, una novità che mostra con straordinaria efficacia quanto sia ancora attuale il rapporto tra cinema d’animazione e vignette disegnate: Zombillenium di Arthur de Pins, tra gli autori più interessant del nuovo panorama fumetstco internazionale. Con Péchés mignons ( Chiodo fisso ) e, soprattutto, con La Marche du crabe ( La marcia dei granchi ) la sua notorietà è diventata planetaria. La serie Zombillenium, popolarissima in Francia, è diventata un lungometraggio animato nel 2017, di cui de Pins stesso è il regista. Il film, proposto nella sezione, non è mai stato distribuito in Italia. E infine, l’appuntamento di chiusura con l’animazione sarà affidato a Marblegen , serie tv per ragazzi diretta da Sylvain Dos Santos, di cui vengono presentat i primi tre episodi in anteprima assoluta grazie alla collaborazione con RAI Ragazzi, media partner del Festval. Ambientata in un mondo in cui le sfide a biglie magiche sono un gioco di gran moda, Marblegen (in uscita prima dell’estate in contemporanea in Italia e in Francia) è già diventato un fumetto in pieno stle manga scritto dallo stesso Dos Santos e meravigliosamente disegnato da Grelin. Eugenia Gaglianone e Andrea Pagliardi (curatori della sezione)

Me, Myself(ie) and I. L’autoritratto a fumetti (9 marzo – 7 aprile, Pinacoteca Albertna) Dopo “ Dylan Dog 30. Trent’anni di Indagatore dell’incubo ”, Sottodiciotto Film Festval & Campus torna a collaborare con l’Accademia Albertna di Belle Art per l’allestmento – supportato anche da Reale Mutua – della mostra “ Me, My Self(ie) and I . L’autoritratto a fumet”. Come attestato dal ttolo, la mostra si lega strettamente al tema della 20 ma edizione del Festval, esplorandolo attraverso l’esposizione di quasi 100 pezzi tra tavole originali, cover, bozze e illustrazioni: dall’autoritratto classico al journal intime, dall’alterego al reportage, u n’indagine a tutto tondo sulla narrazione di sé, sull’identtà, sulle personali rappresentazioni del mondo che si traducono, con il fumetto, in un linguaggio visivo e letterario di grande forza e immediatezza espressiva. Allestta nelle sale auliche che ospitano la collezione permanente della Pinacoteca Albertna (e quindi accanto ai dipint degli artst del Quattro-Cinquecento di scuola fiorentna e piemontese, dei pittori caravaggeschi, fiamminghi ed italiani del Seicento, dei paesaggist del Sei-Settecento e a tut gli altri capolavori dello storico patrimonio dell’Accademia), la mostra ripercorrerà oltre cento anni della storia del fumetto e dell’illustrazione, dall’autoritratto classico del torinese Atlio Mussino durante la Grande Guerra a una tavola ancora inedita del n. 400 di Dylan Dog di Angelo Stano. Ai capolavori di Milo Manara, Jacovit, Andrea Pazienza, Bonvi, Magnus, Paolo Eleuteri Serpieri ( Druuna ), Ivo Milazzo ( Ken Parker ), fanno eco le esperienze di autori più indipendent come Manuele Fior, Paolo Bacilieri, Davide Reviat fino ad arrivare alle opere delle giovani disegnatrici Lucia Biagi ed Eleonora Antonioni; senza dimentcare il lavoro delle under 30 che lavorano soprattutto sul web, come Josephine Yole Signorelli “Fumetbrut” e Agnese Innocente. Oltre a presentare lavori provenient dal mondo del fumetto, la mostra propone anche un focus sui vignetst dei quotdiani più famosi in Italia, esponendo i disegni di Giorgio Foratni, Mario Natangelo, Vauro Senesi e del compianto Vincino. A suggellare il percorso espositvo, la videoinstallazione di Massimo Cartaginese C/o: Mars tin seas image (Napoli, 2011), un lavoro brillante, diviso in sequenze complementari che indagano la possibilità, se esiste, di esprimere la persona e la sua identtà come rappresentazione “geografica”. Come la letteratura, anche il linguaggio del fumetto è andato modificandosi nel corso del Novecento: l’esposizione di tavole di artst dalle esperienze different invita il pubblico a interrogarsi sui vari metodi di lavoro da un lato e sui procediment di racconto e di scrittura – e sui loro cambiament nel corso dei decenni – dall’altro. All’allestmento della mostra hanno collaborato, con il supporto della docente Elisabetta Ajani, gli allievi della Cattedra di scenografia dell’Accademia Albertna: Debora Albertnelli, Silvia Allegra, Stefania Castagna, Mata Gaido, Noemi Givone Toro, Beatrice Gravaghi, Federica Rubino, Simona Scola, Marie Scollo, Roberta Tirelli. La mostra verrà inaugurata giovedì 8 marzo, alle ore 18. Nell’occasione sarà presente Agnese Innocente, classe ’94, candidata con Dieter è morto (Shockdom) al Premio Boscarato 2018 come “Autrice rivelazione”. All’esposizione si affianca un duplice appuntamento didatco per i visitatori più giovani, diversificato per età, dedicato a bambini da 5 a 8 anni e a ragazzi da 9 a 13 anni. Mariella Lazzarin (curatrice della mostra)

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