Archivio film Cinema News — 01 febbraio 2017

Titolo originale: Assassin’s Creed

Regia: Justin Kurzel

Soggetto: Tratto dal videogioco omonimo

Sceneggiatura: Michael Lesslie, Adam Cooper, Bill Collage


Cast: Michael Fassbender, Marion Cotillard, Jeremy Irons, Charlotte Rampling

Fotografia: Adam Arkapaw

Montaggio: Christopher Tellefsen


Musiche: Jed Kurzel


Produzione: Enterprise, Ubisoft Entertainment, New Regency Pictures, Ubisoft Motion Pictures, DMC Film, The Kennedy/Marshall Company

Distribuzione: 20th Century Fox.

Nazionalità: Francia, USA

Anno: 2016

Durata: 116’

 

Il film si basa sull’omonima e fortunata serie di videogiochi stealth sviluppata dalla Ubisoft dieci anni orsono e giunta ormai al suo nono capitolo. Ad essere al centro della vicenda è Callum Lynch, condannato a morte che subisce l’esecuzione tramite iniezione letale. In realtà l’uomo è una sorta di pedina al centro di un piano più grande e infatti si risveglia più tardi in un luogo sconosciuto, dopo aver scoperto che la sua esecuzione è stata tutta una farsa. A Callum viene rivelato di essere il diretto discendente di Aguilar De Nerha, uomo vissuto alla fine del ‘400 e membro della confraternita degli Assassini, un ordine che per secoli ha osteggiato il potere dei Templari. Grazie a un macchinario avveniristico dovrà rivivere i ricordi del suo antenato ai tempi dell’Inquisizione Spagnola per riuscire a recuperare la cosiddetta Mela dell’Eden, un oggetto che avrebbe il potere di mettere la parola “fine” al conflitto tra Templari e Assassini.

Nonostante un cast stellare, un impiego di effetti speciali di altissima qualità e un esercizio di trasposizione che può definirsi tranquillamente magistrale, Assassin’s Creed è stato perlopiù stroncato dalla critica e non ha ottenuto riscontri rassicuranti neanche in termini di incassi. La questione è drammaticamente semplice: se avete amato il videogioco e vi siete appassionati alle avventure stile Matrix ambientate ai tempi di Cristoforo Colombo, allora può darsi che qualche emozione l’abbiate anche provata. Se invece vi sedete davanti allo schermo senza sapere nulla di uno dei prodotti più redditizi dell’industria video ludica degli ultimi anni (come il sottoscritto) allora vi troverete davanti a un prodotto per niente democratico, nel senso che passerete la maggior parte del tempo a dirvi: “Forse ci avrei dovuto giocare un po’, prima di entrare in sala”. Non basta Fassbender, non basta la bella Cotillard e neanche il buon vecchio Irons, a supportare un prodotto che definire mediocre è un eufemismo e che non raffigura altro che l’ennesimo stanco tentativo di rappresentazione del concetto di fusione tra realtà virtuale e realtà “reale”, farcito qua e là da spunti – per carità – anche interessanti e curiosi, ma tutti tranquillamente inseribili nel gigantesco calderone con dentro la solita minestra riscaldata. Il cocktail realizzato mischiando il Codice Da vinci, qualche nozione di parkour, alcuni elementi triti e ritriti presi ora da Matrix, ora da altri cinquemila film simili a Matrix (che a sua volta traeva spunto da altri cinquemila film a lui precedenti) non basta a levare quel fastidioso gustaccio di muffa dalla bocca. E quindi torniamo alla riflessione iniziale: andate a vederlo se siete dei fan del videogioco, altrimenti qualsiasi altra attività è caldamente consigliabile.

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