Archivio film Cinema News — 31 Gennaio 2019

Titolo originale: The Favourite
Regia: Yorgos Lanthimos
Soggetto e sceneggiatura: Deborah Davis, Tony McNamara
Montaggio: Yorgos Mavropsaridis
Cast: Olivia Colman, Emma Stone, Rachel Weisz, Nicholas Hoult, Joe Alwyn
Produzione: Scarlet Films, Arcana, Film4 Productions, Element Pictures
Nazionalità: Irlanda, Stati Uniti, Gran Bretagna
Anno: 2018
Durata: 120 minuti

La Favorita, dramma storico ambientato nel 1700, riesce laddove Marie Antoinette di Sofia Coppola aveva fallito: coniugare un’accurata ricostruzione dell’epoca ad un racconto moderno.
Il film parla di dinamiche di potere ma soprattutto di dinamiche per il potere, tutto infatti gli è subordinato, compreso il desiderio.

Abigail quando arriva a corte è una ragazza ingenua ma presto imparerà da Lady Sarah come manipolare la regina per ottenere i propri scopi. Le due donne sono profondamente diverse: Lady Sarah è molto ambiziosa mentre Abigail è solo preoccupata a proteggersi, non attacca mai per prima, solo quando è minacciata. E se apparentemente tra le due Lady Sarah risulta la più spietata, alla fine ci si renderà conto quanto ciò sia errato. Abigail non è capace di provare nessun sentimento, forse a causa dei traumi subiti, mentre la cugina sembra realmente soffrire per essere costretta ad abbandonare il palazzo, ed è evidente che non sono gli intrighi a mancarle, quanto la regina.

L’assunto del film può essere interpretato attraverso due chiavi differenti: una pessimista che decreta il fallimento di un’ipotetica presa di potere declinata al femminile (in quanto plasmata su quello maschile) e una positiva che ne celebra l’empowerment, nonostante il finale veda tutte e tre le protagoniste barricate dietro la loro infelicità. Pur meschine, manipolatrici e perennemente insoddisfatte sono loro infatti a prendere decisioni, fare piani e agire mentre gli uomini si limitano ad essere meri esecutori. Un paradigma che raramente si vede realizzato nei film, soprattutto in quelli di genere storico.

Se fino a Il sacrificio del cervo sacro il cinema di Lanthimos si muove pericolosamente tra realismo e parodia, soprattutto per la recitazione straniante e per una sceneggiatura dagli inspiegabili risvolti irreali, ne La Favorita raggiunge invece un equilibrio perfetto che rende accettabili perfino le piccole incongruenze. Merito forse della sceneggiatura brillante e articolata scritta da Deborah Davis e Tony McNamara, in cui per la prima volta il regista non figura. Non ultimo naturalmente il cast costituito da tre incredibili attrici. Ricordiamo che Olivia Colman per questa interpretazione ha vinto la Coppa Volpi a Venezia. Un premio meritato, per un ruolo complesso e poco definito, in quanto le caratteristiche e le motivazioni di Anne non sono così chiare come quelle di Abigail e Lady Sarah. Colman è molto abile a calarsi nei panni della goffa regina, a volte capricciosa, altre capace di un’imprevedibile profondità. Grande performance anche per Rachel Weisz e per Emma Stone che riesce a incarnare perfettamente un personaggio astuto e calcolatore, così diverso dai suoi precedenti.

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