Archivio film Cinema News — 31 Gennaio 2019

Cosa nasconde il cinema in costume sotto il trucco e parrucco di una superficie che maschera il presente per farlo sembrare passato?

Oltre al calligrafismo di maniera che vuole ad ogni costo far risaltare l’idea immacolata di epoca storica, esiste anche un cinema che trucca l’attualità,
la camuffa fingendo di rievocare la Storia pur riferendosi all’oggi.

Lanthimos pone altrove la propria attenzione all’interno della sua prima opera in costume, restando coerente ad una personale idea di narrazione statica, in cui la malattia è sia condizione umana che sociale.La favorita lavora sull’erosione del racconto storico, sfaldando gli eventi all’interno di uno spazio fisico/mentale che diventa gabbia manicomiale per un
quotidiano sopravvivere all’ombra della malattia.

L’ontologia dei personaggi lanthimosiani è immersa in un costante stato di torpore febbrile, per cui la menomazione risulta l’unica possibile forma di
normalità.

La Regina Anna è il chiaro sintomo di un’Inghilterra da lazzaretto, ritratta nel suo pachidermico decadimento fisico e morale, malessere che si estende a tutto il palazzo e a chi vi abita.

Se nel precedente Il Sacrificio del Cervo Sacro regnava un’illuminazione immateriale e asettica, qui grazie a tonalità giallognole-brunastre e a ripetute profondità di campo grandangolari, Lanthimos violenta pittoricamente i corpi, restituendo questo spossante senso di epidemia fisiologicaLa gotta che affligge la regnante inglese è il male terminale che non riguarda solamente un’epoca storica, ma anche l’estetica di un racconto e di un genere che spesso si pretende affusolata all’interno della propria eleganza esibizionistica.

Come nel già citato The Killing of Sacred Deer (ma con maggior impudico sarcasmo e meno intenzionale maniera) l’autore fa irrompere nella monotonia di un nucleo o di una coppia un soggetto esterno portatore sano(?) di infezioni virali.

Qui non è più l’inquietante presenza di un discepolo a distruggere il blando equilibrio familiare, ma quella di un’intrusa che subdolamente si
sostituisce alla precedente amante/aguzzina della monarca per diventarne ben presto la nuova favorita.The Favourite è un puro gioco al massacro dal torbido sapore saffico, deformazione sophisticated in cui le ruffiane Sarah e Abigail si fanno la guerra per poter avere il dominio assoluto sul corpo della monarchia. La luciferina Abigail avrà la meglio, facendo così proliferare il male a corte (indicativa a tal proposito la sequenza del coniglio schiacciato sotto il tacco).

L’analisi impietosa e chirurgica che Lanthimos applica sempre alla società borghese e ai discorsi classisti che ne derivano, in questo caso risulta meno politica del previsto, per via di una continua dilatazione irreale e grottesca (memore di Greenaway) sia sul piano narrativo che su quello formale.
Tra boutade, scatologia(la Stone che cade nella merda) e feticismo per le ferite cutanee (la Weisz con la benda di raso nero), La favorita non è tanto un film sulla dissoluzione del potere, ma un’opera comica e disturbante nella sua volontà di far emergere il fango e la putredine sotto gli abiti di un genere troppo spesso levigato e museale.

voto: 7 1/2

(0) Readers Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *