Archivio film Cinema News — 19 Gennaio 2020

Titolo: Sulle ali dell’avventura (Donne-moi des ailes)

Regia: Nicolas Vanier

Sceneggiatura: Matthieu Petit, Christian Moullec

Cast: Jean-Paul Rouve (Christian), Mélanie Doutey (Paola), Louis Vasquez (Thomas), Fred Saurel (Bjorn)

Scenografia: Sebastien Birchler

Fotografia: Eric Guichard

Musiche: Armand Amar

Montaggio: Raphaële Urtin

Produzione: Radar Films, SND Groupe M6, Canopée Production, France 2 Cinéma, SNC Audiovisuel FF, Rein Film, FilmCamp, Filmfond Nord, Canal+, OCS, France Télévisions

Nazionalità: Francia, Norvegia

Anno: 2019

Durata: 113 minuti

Nicolas Vanier, regista di Belle et Sebastien (2013), ci ha abituati a belle storie in cui sono protagonisti uomini e animali. Anche questa volta, con Sulle ali dell’avventura, non delude, regalandoci un film da vedere in famiglia, perfetto per un target di ragazzini dagli 7 ai 15 anni. Christian è un ornitologo appassionato, così preso dai suoi studi sulle oche da aver perso per strada la moglie, che l’ha lasciato, e il figlio adolescente, che vive con la madre. Mentre si trova in Camargue per seguire un progetto che non è stato ufficialmente approvato dai suoi superiori ma che lui vuole portare a termine, l’ex moglie Paola gli affida per tre settimane il figlio Thomas. Il ragazzino, irritato all’idea di trovarsi in un angolo sperduto della campagna dove internet funziona a singhiozzo, poco alla volta si lascia catturare dall’idea visionaria del padre: far nascere una ventina di pulcini di oca a rischio di estinzione, portarli in Norvegia e da lì guidarli verso la Camargue con un deltaplano motorizzato. L’obiettivo è insegnare ai pennuti una nuova rotta migratoria, studiata per stare alla larga da città e cacciatori, nella speranza di aiutare la specie a moltiplicarsi.

Come Konrad Lorenz insegna, le ochette appena uscite dal guscio riconoscono come madre il primo essere vivente che vedono. È il meccanismo dell’imprinting. In questo caso, alla schiusa c’è Thomas, che diventa così la loro mamma. Le scene in cui i pulcini seguono l’improvvisato genitore sono deliziose. Quando arriva il momento del viaggio, il ragazzino ottiene il permesso dalla madre di partire per la Scandinavia con Christian e l’allevatore di pennuti Bjorn. Ma non tutto fila liscio e, quando gli adulti sono ormai rassegnati a rinunciare al progetto, entra in campo Thomas, che diventa il vero eroe della storia. Il messaggio è chiaro: mai mollare davanti alle difficoltà e sacrificarsi per una buona causa.

La sceneggiatura ha tutti gli ingredienti per piacere: un ragazzino qualsiasi che diventa un eroe, la passione per la natura, la sfida con l’ignoto, il rapporto fra un padre e un figlio che rinasce su nuove basi, la famiglia spezzata che ritrova il dialogo. E strizza l’occhio anche ai temi ecologici e all’impegno dei giovani per salvare il pianeta. Non a caso una ragazzina scandinava che aiuterà Thomas durante il suo percorso avventuroso sembra una controfigura di Greta Thunberg.

Il punto di forza del film sono le straordinarie riprese, effettuate con l’ausilio di droni, del deltaplano e delle oche in volo. Vanier ha realizzato numerosi documentari sugli animali, e qui emergono tutto il suo talento e la sua esperienza. Le scene non appaiono mai statiche e trasmettono allo spettatore il brivido del volo.

Il personaggio di Christian è ispirato alla vita di uno dei due sceneggiatori, Christian Moullec, un ornitologo francese visionario che ha davvero accompagnato gli uccelli migratori con un deltaplano motorizzato per aiutarli a individuare nuove rotte. E che oggi accompagna i turisti a vivere l’esperienza straordinaria di volare con le oche. Guardando questo film, viene voglia di provarci.

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