Cinema News — 13 dicembre 2012

TITOLO: The Dreamers – I Sognatori

ANNO: 2003, Gran Bretagna, Francia, Italia

DURATA: 130 min

GENERE: Drammatico

REGIA: Bernardo Bertolucci

CAST: Micheal Pitt, Eva Green, Louis Garrel, Florian Cadiou, Robin Renucci, Anna Chancellor

TRAMA: Parigi, primavera ’68. Il giovane ventenne americano Matthew (Micheal Pitt) decide di trascorrere un anno in Francia per imparare la lingua e nel frattempo frequenta assiduamente la  “Cinémathèque française”,un’associazione per “malati di cinema” che ha lo scopo di conservare e riprodurre qualsiasi tipo di film. Sono gli anni della Nouvelle Vague e durante una manifestazione dei cineasti per far riavere il posto a Henri Langlois, co-fondatore della cineteca, Matthew conosce Isabelle (Eva Green) e suo fratello gemello Théo (Louis Garrel) anch’essi fortemente appassionati di cinema e legati ai sentimenti rivoluzionari di quegli anni.

Nasce subito fra i tre una forte amicizia dovuta in larga parte all’amore per l’arte in generale – in particolare per il cinema e la musica – e per la libertà in ogni sua forma.

Isabelle e Théo invitano Matthew a stare da loro per un mese poiché i genitori dei due sono fuori città: inizia così fra i tre uno strano rapporto perverso dominato specialmente dal legame promiscuo e disinibito dei due gemelli. Perplesso e incuriosito in un primo tempo,Matthew diventerà presto l’anello mancante di una serie di giochi erotici e strane scommesse fino ad allontanarsi totalmente dalla realtà che caratterizzava quella primavera e innamorandosi pian piano di Isabelle. Sono gli anni della contestazione e sebbene i tre condividano gli ideali della rivoluzione il mondo fuori per le strade sembra così distante finché una sera, durante una manifestazione, viene lanciato un sasso in casa dei due riportando così alla realtà i tre sognatori.

 

RECENSIONE: The Dreamers mostra un pezzo di vita di tre giovani che di fatto si chiudono in una casa “borghese” alienandosi dalla realtà esterna e conoscendosi sempre più a fondo attraverso molteplici rimandi e citazioni al cinema francese e americano degli anni ’20, ’30, ’40,’50 e ’60; alla musica francese e al rock americano; alla scoperta del piacere sessuale; agli scontri su ideologie che predicano la libertà e l’uguaglianza, ma in fondo inducono il popolo a dover dire e pensare le stesse cose.

Uno dei giochi preferiti dai tre sognatori è la mimesi di scene di film epici che spaziano tra Godard, Sandrich, Mamoulian, Sternberg, Hawks e Rosson. I tre instaurano un profondo rapporto artistico e intellettuale in cui ognuno dà spazio ai propri gusti personali,cinematografici e musicali. Interessanti gli scontri costruttivi tra Matthew e Théo riguardo due dei più grandi attori del cinema muto classico Buster Keaton e Charlie Chaplin; su Jimi Hendrix ed Eric Clapton e ancora sulla guerra in Vietnam,vista da Théo come tremendamente ingiusta.

Ma il dibattito più importante, che ci permette di comprendere come le stesse ideologie possano in fondo divergere, è quello sul maoismo. L’immagine di Mao Tse-Tung invade gran parte del film poiché la camera di Théo è tappezzata di poster del leader comunista cinese; Théo legge il “Libro delle Guardie Rosse” che contiene citazione e scritti di Mao e si convince sempre più che la rivoluzione vada fatta con la cultura: la discussione fra i due verte proprio su questo tema poiché Matthew è convinto che Théo sia un rivoluzionario solo a parole, altrimenti sarebbe per le strade, tra la folla dei cortei a combattere realmente per quello in cui dice di credere.

 

L’esasperante e quasi incestuoso rapporto fra Isabelle e Théo si può avvertire sin dalle prime scene, ma ne abbiamo la certezza quando Matthew scopre che i due dormono assieme nudi nello stesso letto come se fosse la cosa più normale al mondo.

Tra i due gemelli c’è un rapporto di amore e odio terribilmente passionale, un legame indissolubile e unico che sfiora i limiti del delirio. “ Vorrei che poteste uscire fuori da voi stessi e potervi vedere […]Voi non crescerete così, non potete finché continuerete ad aggrapparvi l’uno all’altra come fate voi.” Dopo queste parole pronunciate da Matthew, dopo la memorabile scena della vasca da bagno sulle note di “Hey Joe” reinterpretata dallo stesso Pitt e da The Twins of Evil, Isabelle acconsente ad uscire sola con lui, mentre Théo invita a casa un’altra ragazza. Isabelle ama Matthew, ma l’amore viscerale verso il fratello non ha eguali e il giovane americano capisce che non potrà mai far parte totalmente di quella congiunzione così intima e a tratti inquietante.

 

Per le numerose scene di nudo e per le esplicite scene di sesso il film è stato considerato da molti erotico, ma io credo che Bertolucci abbia voluto mostrare senza filtri i corpi di tre giovani anticonformisti pronti ad esplorare insieme il piacere sessuale senza inibizioni che del resto caratterizzava quel pensiero libero e controcorrente sviluppatosi nel corso degli anni sessanta.

The Dreamers racconta di come tre ragazzi si confrontino continuamente e quasi ossessivamente fra loro in una casa tipicamente borghese, predicando il comunismo e il maoismo, ascoltando Janis Joplin e imitando scene di film mentre fuori si consumava la contestazione vera e proprio.

Il parallelo sta proprio nell’azione: alla staticità degli eventi che si susseguono in casa si contrappone la forza ribelle e dinamica dei fatti del Maggio francese.

È proprio la forza della lotta, dei pensieri e degli atteggiamenti che assumono i tre durante il corteo a destarli dal sogno e a fare in modo che le cose tornino come un mese prima: Isabelle e Théo sistematicamente insieme e Matthew solo, esasperato e rassegnato all’idea di non poter far più parte di quel ménage à trois.

COLONNA SONORA: La colonna sonora del film rispecchia esattamente le passioni dei tre protagonisti e varia dalla musica d’autore francese come “La mer” di Charles Trenet e “Non, je ne regrette rien” di Edith Piaf al rock americano di Jimi Hendrix, Janis Joplin, Bob Dylan e The Doors.

FRASE: “I miei figli credono che le loro dimostrazioni, le assemblee, gli happening…Loro pensano che tutto questo abbia la capacità non soltanto di provocare la società, ma di trasformarla!”

VOTO: 8

Martina Agapiti

 

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