Archivio film Cinema News — 26 marzo 2016

Titolo originale: The Gift
Regia: Joel Edgerton
Soggetto: Joel Edgerton
Sceneggiatura: Jason Bloom, Joel Edgerton
Cast: Jason Bateman, Joel Edgerton, Rebecca Hall, Joel Edgerton
Fotografia: Eduard Grau
Montaggio: Luke Doolan
Musiche: Danny Bensi, Saunder Jurriaans
Produzione: Blumhouse Productions, Blue-Tongue Films, Ahimsa Films
Distribuzione: Koch Media
Nazionalità: USA
Anno: 2015
Durata: 108’

 

Simon e Robyn, dopo essersi sposati, si trasferiscono da Chicago a Los Angeles, dove incontrano per caso Gordon – un ex compagno di liceo di Simon. Gordon cerca da subito di infiltrarsi nella vita della coppia, creando soprattutto in Simon un certo disagio. La situazione si fa sempre più inquietante quando i due cominciano a ritrovarsi ogni giorno all’ingresso dei misteriosi regali. Le reazioni di Simon inducono Robyn a indagare sul passato di Gordon e del marito, in un crescendo di suspance e reazioni a catena che porteranno alla luce verità rimaste per tanto tempo sepolte.

Accolto positivamente dalla critica, The Gift segna l’esordio dietro la macchina da presa per Joel Edgerton, dopo una carriera fin qui discreta come attore in film importanti tra cui Star Wars (la trilogia degli anni 2000) e Il grande Gatsby (The Great Gatsby, 2013) a fianco di Leonardo Di Caprio.
Il risultato è un buon thriller psicologico dalle cupe atmosfere già assaporate in alcuni cult del genere, soprattutto nel corso dei – cinematograficamente parlando – controversi anni ’90. La soffocante atmosfera patinata che avvolge tutta la pellicola, infatti, mostra evidenti richiami a film come La mano sulla culla (The Hand That Rocks the Cradle, 1992) e per certi versi anche al Funny Games austriaco del 1997 (nonostante la totale assenza dell’iperbolico e spettacolare uso della violenza del film di Haneke). I protagonisti di The Gift si muovono nei tipici sobborghi residenziali di Los Angeles, autentici non luoghi che nella loro inscalfibile e sempiterna atmosfera ovattata sembrano respingere ogni tipo di rumore che ne certifichi l’autenticità, facendosi tuttavia spiare attraverso le gigantesche vetrate delle loro bellissime ma fredde abitazioni. Sobborghi di inquietante bellezza che diventano anche qui un déjà-vu visivo che accompagna costantemente lo spettatore, facendogli riassaporare il fastidioso senso di disorientamento e di impalpabile e indefinibile pericolo tipico dei film di Lynch (Mulholland Drive e Inland Empire su tutti) e conseguentemente anche del più recente David Cronenberg (Maps to the Stars, 2014). Rispetto ad altri film del genere, però, The Gift riesce nell’impresa di mantenere vivo e vivace il grande gioco dell’ambiguità che soggiace alla vicenda, innescando continue reazioni volte a confondere lo spettatore e minando senza pietà i punti di riferimento della trama che di volta in volta si rivelano illusori.
Edgerton è ancora acerbo ma i margini di miglioramento sono senza dubbio notevoli.

Giorgio Mazzola

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