Archivio film Cinema News — 30 settembre 2016

Gaza, 2003: Muhammad Assaf è un bambino che ama la musica e ha una voce straordinaria; la sorella Nour lo sprona a coltivare questo suo talento e lui lo farà, soprattutto quando l’amata Nour morirà per malattia perchè la famiglia non ha i soldi per curarla.

Tratto dalla storia vera di Muhammad Assaf,The idol, l’ultimo lavoro del regista pluripremiato Hani Abu – Assad (Paradise Now e Omar) racconta una storia di riscatto – strizzando l’occhio a The millionaire – e tiene sempre gli occhi ben aperti su ciò che accade nel mondo arabo.

Molto applaudito al Torinofilmfestival 2015, il film ha una struttura narrativa  distinta in due parti: un lungo prologo vivace, in cui il protagonista, bambino, vive tra le macerie di un Paese sotto assedio, nella povertà e privo di stimoli, ma coltiva, con i suoi amici, le passioni proprie di tutti i giovani: gioca con quello che ha, fa sport usando il proprio corpo, e canta. Sì, perchè il piccolo Muhammad è dotato di una voce cristallina e la sorella maggiore Nour, a cui è tanto affezionato, vorrebbe che non trascurasse questo dono divino. Poi trascorrono gli anni e, nella seconda parte della pellicola, la fotografia si scusrisce un po’, la regia e il montaggio accompagnano i personaggi e le loro vicende con maggiore lentezza per una riflessione su ciò che accade nel mondo esterno e nell’animo delle persone. A Gaza gli spazi si fanno ancor più claustrofobici, la violenza e le difficoltà tolgono respiro e speranza. Ma il giovane, che è cresciuto e ha studiato all’università, mantiene viva la fiammella del sogno da realizzare e la promessa fatta alla sorella, prima che lei venisse a mancare.

Muhammad decide, quindi, di partire e, nella situazione in cui lui e i suoi concittadini vivono, questo significa rischiare la vita. Superare controlli, farsi dare permessi, scavalcalcare filo spinato, spiegare i motivi per cui vuole uscire dal recinto di muro e di idee in cui i palestinesi sono relegati…Abituato a fare parkour per sfuggire ai criminali (saltando da un palazzo all’altro, palazzi diroccati dopo l’attacco “Piombo fuso” da parte sempre di Israele), Muhammad è già abituato a mettersi in gioco, a mettere a repentaglio il proprio corpo pur di sentirsi libero, almeno un po’.

Cambia registro, Hani Abu-Assad, con questo film perchè realizza un melò, in cui i momenti drammatici sono alternati da altri più distensivi (come la scena che riguarda un collegamento via Skype), in cui vengono mescolati finzione e documentario, senza mai far calare la tensione legata alle difficoltà e ai pericoli costanti che il ragazzo deve superare per realizzare il proprio sogno.

Sembra strano o banale che il sogno di una ragazzo di Gaza sia quello di partecipare ad una trasmissione televisiva sulla musica: ma non lo è. Il programma, infatti, è costruito esattamente come lo si vede in Occidente: stesse inquadrature, stessi jingles, uguali le scritte e i meccanismi della gara e tutto questo fa sentire coloro che vivono e abitano in zone di cultura diversa, spesso martoriate da un conflitto o da una dittatura, più vicini agli ideali occidentali, ideali che apparentemente garantiscono diritti e libertà. Inoltre Muhammad è riuscito, grazie al suo obiettivo e alla sua volontà, a eludere le barriere politiche, fisiche e ideologiche che separano da decenni la Palestina dal resto del mondo. Ed è per questo che lui stesso è diventato simbolo di Pace nonché ambasciatore ONU, anche nella vita reale.

Una storia esemplare anche perchè la parabola di Muhammad, il riscatto suo e del popolo palestinese, avviene grazie alla Musica, una delle forme artistiche più alte che gli permette di trasformare il talab – il canto tradizionale – nella voce di tutti coloro che soffrono per la mancanza di giustizia; e poi grazie anche a Nour (luna, luce), figura femminile importantissma, colei che dà la forza e infonde linfa vitale anche quando la morte individuale e collettiva sembra avere la meglio su tutto e tutti.

(0) Readers Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.