Archivio film Cinema News — 30 Agosto 2020

Titolo originale: The Invisible Man

Regia: Leigh Whannel


Soggetto: tratto dal romanzo omonimo di H. G. Welles


Sceneggiatura: Leigh Whannel


Cast: Elisabeth Moss, Oliver Jackson-Cohen, Adis Hodge, Storm Reid


Fotografia: Stefan Duscio


Montaggio: Andy Canny


Musiche: Benjamin Wallfisch


Produzione: Blumhouse Productions, Goalpost Pictures, Nervous Tick


Distribuzione: Universal Pictures


Nazionalità:  USA, Australia


Anno: 2020

Durata: 124’

Vittima di una relazione violenta da lungo tempo, Cecilia riesce a fuggire di nascosto dalla casa del suo ricco fidanzato Adrian in piena notte, dopo averlo drogato nel sonno. La ragazza riesce a dileguarsi nell’oscurità e, grazie all’aiuto di sua sorella, fugge lontano, per poi trovare ospitalità presso il suo vecchio amico James, il quale vive da solo con la figlia Sidney. La vita trascorre serenamente tra alti e bassi quando, due settimane dopo la sua fuga, Cecilia viene a sapere che Adrian si è suicidato e che le ha lasciato in eredità ben cinque milioni di dollari. La ragazza è inizialmente sollevata (dato che aveva vissuto fino ad allora chiusa in casa, nell’angoscia che il suo ex fidanzato la pedinasse per riportarla a forza con sè), ma qualche tempo dopo aver ereditato i soldi, strani avvenimenti sembrano accadere attorno a lei: fornelli che si accendono da soli, coperte che si muovono nella notte… È come se il fantasma di Adrian fosse tornato dall’aldilà per continuare a tormentarla.

Reboot de L’uomo invisibile di James Whale (id. 1933) – a sua volta tratto dal romanzo omonimo di H. G. Welles – la pellicola segna il ritorno alla regia di Leigh Whannel dopo l’accoglienza positiva di Upgrade (id. 2018). Già creatore, insieme a James Wan, della celeberrima saga horror Saw – L’enigmista, Whannel continua a muoversi saldamente lungo il filone tecnologico/fantascientifico in chiave thriller che più gli è congeniale e che gli consente di esprimere al meglio il suo talento visivo. The Invisible Man , esattamente come i suoi illustri predecessori di successo (uno su tutti, L’uomo senza ombra – Hollow Man, 2000 – di Paul Verhoeven) mantiene tutti quegli elementi espressivi ormai identificabili in una sequenza di veri e propri topoi che in qualche modo hanno contribuito negli anni a definire un genere nel genere, come i protagonisti con disturbi psichici che si aggravano esponenzialmente con l’uso delle tecnologie generanti l’invisibilità; coprotagonisti che diventano pedine destinate a cadere una dopo l’altra; stati di allucinazione diffusi, distribuiti equamente fra tutti i personaggi, fino a creare una palude di schizofrenia collettiva. Il film di Whannel non si salva, dunque, da quella sensazione di già visto, inserendosi perfettamente nelle dinamiche di genere appena descritte. Eppure c’è un elemento che lo separa dalle precedenti pellicole dedicate agli uomini invisibili tutti matti e che lo rende davvero una novità rispetto al passato: l’elemento in questione è la bravissima Elisabeth Moss, la Cecilia protagonista del film. L’attrice, nota al grande pubblico per il ruolo di Peggy Olson nella serie Mad Men, ma soprattutto per aver interpretato June Osborne in The Handmaid’s Tale, conferma in questa pellicola tutto il suo carismatico talento, restituendo le angosce e le paure che perseguitano il suo personaggio lungo tutta la vicenda. Una grande interpretazione, nonostante in più occasioni la tormentata Cecilia finisca col sembrare un prolungamento della struggente June della serie Netflix, perennemente in fuga da nemici invisibili che la braccano con l’intento di intrappolarla all’interno di luoghi chiusi che ben simboleggiano i labirinti claustrofobici della mente.    

Un cenno alla splendida fotografia di Stefan Duscio, fredda ma al contempo evocante sensazioni ovattate. Un effetto visivo riscontrabile in molte serie Netflix (Black Mirror, The Handmaid’s Tale, Kidding, Unhortodox…) che evidenzia quanto l’influenza della recente serialità sul cinema stia diventando ormai sistematica. Una questione che sicuramente andrebbe approfondita a parte.

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