Archivio film Cinema News — 19 ottobre 2016

Titolo originale: The Neon Demon
Regia: Nicolas Winding Refn
Soggetto: Nicolas Winding Refn
Sceneggiatura: Nicolas Winding Refn, Mary Laws, Polly Stenham
Cast: Elle Fanning, Keanu Reeves, Abby Lee, Jena Malone
Fotografia: Natasha Braier
Montaggio: Matthew Newman
Musiche: Cliff Martinez
Produzione: Gaumont, Wild Bunch, Space Rocket Nation, Vendian Entertainment, Bold Films
Distribuzione: Koch Media, Italian International Film, Midnight Factory
Nazionalità: USA, Francia, Danimarca
Anno: 2016
Durata: 118’

Jesse è una giovane ragazza di sedici anni della Georgia che si trasferisce a Los Angeles per diventare una modella. La sua sorprendente e nello stesso tempo ipnotica bellezza le consente di farsi strada nel mondo della moda con una rapidità che ha dell’incredibile, attirandosi ovviamente l’invidia di tutte le sue agguerrite colleghe più navigate. Jesse però, grazie a una sorta di luminosa aura divina che la circonda, riesce a sopravvivere e a primeggiare in quell’ambiente così ostile, anche se, per ogni sua conquista professionale, perderà ogni volta un pezzo della sua innocenza.

Presentato in concorso al Festival di Cannes del 2016 e candidato alla Palma d’oro, The Neon Demon è l’ultima fatica di Nicolas Winding Refn, a tre anni di distanza da Solo Dio perdona (Only God Forgives) e a cinque dal suo più celebre Drive (id.). Realizzato con un budget iniziale di soli 6 milioni di dollari, il film ha avuto un’accoglienza tutto sommato buona dalla critica, a discapito dei fischi in sala ricevuti in sede di concorso a causa delle scene di necrofilia e cannibalismo presenti nella pellicola.

Proprio come Drive, The Neon Demon sottolinea quanto, in realtà, il talento di estetico di Refn rappresenti il più delle volte un fondamentale salvagente nei (troppi) momenti di stasi narrativa che, sebbene in linea con il suo linguaggio registico e con la solita mise en scene che grida “ammirami!”, finiscono con l’appesantire oltremodo la vicenda, facendole varcare un po’ troppe volte la sottile linea che divide l’ermetismo – in questo caso legittimo – dei contenuti da un parte, e l’insopportabile pretenziosità spiccia dall’altra, per poi tristemente abbandonarsi in eccessi parossistici di cronenberghiana memoria – sebbene non tutti fuori luogo. Allo stesso modo in cui Drive esaltava più che altro le affascinanti e un po’ malinconiche suggestioni del suo tenebroso protagonista a discapito di una vera costruzione approfondita del personaggio all’interno della drammatica vicenda – con un Gosling all’apice della sua inespressività – The Neon Demon mette al centro quello che, con tutta probabilità, avrebbe dovuto essere un tentativo di analisi del concetto di bellezza in tutte le sue sfaccettature, ma che in realtà finisce col mostrare solamente quello che si può definire il personalissimo – sebbene raffinatissimo – manifesto estetico del regista. Il risultato è un film che, nella migliore tradizione dei lavori di Refn, ghermisce lo spettatore grazie alla magistrale composizione delle inquadrature e ad un ipnotico bilanciamento dei colori nella fotografia, il tutto sostenuto dalla scelta di musiche coinvolgenti e pregne di un’angoscia ansiolitica latente. Il termine horror non basta per inquadrare The Neon Demon, forse anche a causa delle sue evidenti fonti di ispirazione (Cronenberg e Lynch su tutti), a loro volta difficilmente inscrivibili in definizioni di genere e responsabili in parte della sua triste, ma in qualche modo affascinante, nebulosa identità. Un film che raggiunge vette di indescrivibile bellezza che purtroppo però rimangono slegate, con l’inevitabile conseguenza di comporre un quadro tutt’altro che omogeneo.

L’eterea Elle Fanning ha semplicemente cucito su di sé il ruolo di Jesse e la sua interpretazione incarna almeno il cinquanta per cento della riuscita di questa pellicola. Keanu Reeves vince il premio per il personaggio più inutile della storia del cinema.

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