Archivio film Cinema News — 26 luglio 2014

Titolo: The strange color of your body’s tears
Regia: Bruno Forzani,  Hélène Cattet
Sceneggiatura: Hélène Cattet, Bruno Forzani
Fotografia: Manuel Dacosse
Montaggio: Bernard Beets
Scenografia: Thomas Ferrandis
Costumi: David Scherer
Musiche: Daniel Bruylandt
Interpreti: Klaus Tange, Ursula Bedena, Joe Koener
Produzione: Anonymes Films
Distribuzione: Shellac Distribution
Durata: 103 minuti
Nazionalit Belgio
Anno: 2013

Si parte dal presupposto che questo film volutamente non ha una trama. “Volutamente” perché l’opera di Bruno Forzani e Hélène Cattet un tributo al cinema giallo all’italiana, un tributo espressivo e visivo. Le morti, la violenza, le location sono spettacolarizzate e dissertate poeticamente. I personaggi sono distratti burattini folgorati dal turbine delle immagini, miriadi di flash, cambi sequenza, alternanze temporali sbigottiscono lo spettatore e lo fanno felice. Sì, perché la pellicola, nonostante sia senza trama è una pellicola ben riuscita, un omaggio superlativo che visivamente fa scuola. Architetture mozzafiato, interni liberty in cui il sangue degli attori si mischia alle vetrate facendo dei veri e propri quadri in movimento, adrenalinici, che sono il perno della narrazione. Non a caso il montaggio incarna appieno la consequenzialità dei movimenti spasmodici tipica dei lavori di Argento, infatti i movimenti di camera, gli scatti sono un palpabile revival della trilogia degli animali argentiana. Ma possiamo anche vedere altre citazioni, tecnico-espressive, come le atmosfere scatenate di La dama rossa uccide sette volte e La notte che Evelyn uscita dalla tomba di Emilio P. Miraglia, e anche l’orrore espressionista di Armando Crispino di Macchie solari. E ancora, Torso, La coda dello scorpione di Sergio Martino, Spasmo e Gatti rossi in un labirinto di vetro di Umberto Lenzi, sono tutti esempi esibiti magistralmente in una cornice barocca che per niente stona e che anzi illumina il genere. Ci sono anche riferimenti al Mario Bava di 5 bambole per la luna d’agosto e al  Lucio Fulci di Una lucertola con la pelle di donna. Già dal titolo si possono riscontrare le possibili citazioni presenti, il film infatti in italiano suona come Quello strano colore di lacrime sul tuo corpo. Ebbene per le parole ‘Quello strano’ e ‘corpo’ è impossibile non pensare al film di Giuliano Carnimeo Perché quelle strane gocce di sangue sul corpo di Jennifer?, e anche a Il dolce corpo di Deborah di Romolo Guerrieri in cui la parola “corpo” viene sempre utilizzata. Inoltre la parola ‘colore’ è imparentata con il film Tutti i colori del buio dello stesso Martino. L’elenco delle citazioni potrebbe essere ancora lungo e sta allo spettatore il godimento e il divertimento di completarlo. Cosa non trascurabile sono parti nel film che sono proprio capolavori di tensione e suspense. Come l’incredibile passaggio in cui un rasoio fuoriesce dal corpo di uno dei personaggi tagliuzzandolo in vari modi e in vari momenti, e, nel fare questo, rumori spaventosi di sotto fondo accompagnano la lama che sbrindella le membra come una sinfonia. Veramente un’opera degna di nota, fatta da un giovane regista che sta dando il meglio di sè. Piccola annotazione, se il duo Forzani Cattet provasse a inserire una trama nel prossimo film, ma di quelle toste, Hollywood sarebbe sconfitta!

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