Archivio film News Serie TV — 15 settembre 2015

Titolo originale: The Whispers

Genere: Thriller (paranormale, psicologico), Drammatico

Produttore: Sarah Caplan

Ideatore: Soo Hugh

Produttore esecutivo: Steven Spielberg, Mark Romanek, Dawn,

Olmstead, Justin Falvey,Darryl Frank, Zalk Estrin

Diretto da: Mark Romanek, Brad Turner

Cast: Lily Rabe, Barry Sloane, Milo Ventimiglia, Derek Webster, Kristen Connolly

Formato: Serie TV

Episodi: 13 (prima stagione)

Rete televisiva: Fox – canale 112 di SKY

Nazionalità: USA

Anno: 2015

The Whispers, i sussurri, è questo il titolo della serie tv appena approdata in Italia sul canale FOX di Sky, e che è stata, ancor prima di essere proiettata sul piccolo schermo, associata al nome del grande regista, sceneggiatore e produttore cinematografico statunitense Steven Spielberg.

Si tratta di una serie suddivisa in 13 episodi che ogni martedì sera ci portano nella cittadina di Washington, dove alcuni bambini sembrano avere lo stesso amico immaginario di nome Drill. Ma si sa, l’immaginario è tale fino al momento in cui non sconfina con la realtà, tanto da incidere negativamente su essa e provocare danni reali. Ancora più inquietante se i protagonisti di tutto ciò sono dei bambini, anime innocenti che agiscono plagiati da tale forza misteriosa. Questo è proprio il motivo per il quale viene chiamata Claire Bennigan, agente dell’FBI specialista del comportamento infantile, ad occuparsi del caso. La storia professionale della donna si intreccia con quella personale quando Wes Lawrence, membro del dipartimento della difesa, con la quale ha avuto una precedente storia extraconiugale, la informa del ritrovamento di un aereo da caccia dell’aeronautica militare nel bel mezzo del deserto, sul quale sarebbe dovuto essere il cadavere del marito, presunto morto tre mesi prima. La voglia di fare chiarezza sembra andare di pari passo con il crescente intrecciarsi delle singole vicende che porta Claire a credere che il marito, non solo sia vivo ma, possa addirittura avere a che fare con il misterioso caso di Drill.
Ancora una volta ci troviamo di fronte a bambini protagonisti che hanno a che fare con eventi che sembrano essere di natura paranormale. Si tratta di un binomio che risulta vincente, ma soprattutto convincente in quanto i bambini vengono considerati dagli adulti come piccole menti dotate di grande immaginazione e inventiva, capaci di concepire i racconti più strani, ai quali viene dato poco valore razionale, considerati troppo assurdi per essere veri, anche perchè in caso contrario risulterebbero molto più che inquietanti.
La storia è sicuramente ben strutturata per dar vita ad una serie di questo genere, nel quale lo spettatore viene messo nella posizione di aver bisogno di altri indizi da mettere insieme per poter dare una spiegazione a tutto.
Non abbiamo certezze, ogni singolo aspetto ha diverse possibilità interpretative, a partire dall’ambigua natura di Drill: la razionalità degli adulti lo identifica come una persona reale capace di manipolare le menti più deboli, mentre l’ingenuità e le menti aperte dei bambini lo descrivono come un nuovo amico “magico” che li ha scelti per fare un gioco importante, il più importante.
Noi, come gli adulti, non possiamo vedere Drill, ma abbiamo il diritto di percepirlo: l’entità sconosciuta si manifesta attraverso l’energia, si presenta sotto forma di sbalzi di corrente, “attraverso la luce” (come raccontano i bambini ai propri genitori). Ma non solo, pian piano iniziamo anche a sentire dei suoni simili ad una voce, poco chiara in ciò che dice ma sicuramente inquietante in come si presenta.
L’inquietudine è la parola chiave dell’intera storia, o meglio la “forma” attraverso il quale ci viene raccontato il tutto, è come un filo conduttore che ci accompagna per l’intera durata della storia.
La trama è, a mio avviso, il punto di forza della serie per la sua palese “voglia” di tenere lo spettatore su una sorta di montagna russa della tensione che rinuncia ad ogni tipo di spavento momentaneo per far sì che la paura dell’ignoto si insinui nella nostra testa. A questo scopo contribuisce anche il ritmo della narrazione che non dà l’impressione di toglierci il fiato, anzi sembra lasciarci tutto il tempo per seguire le vicende, ma in realtà più si va avanti e più si intrigano i fili di un passato pieno di segreti, un presente complicato e sempre meno spiegabile, e un futuro assolutamente imprevedibile

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