Cinema News — 12 giugno 2013

In un carcere di massima sicurezza abbiamo la solita fauna eterogenea di casi umani. L’artista circense psicopatica e leggermente omo (Debbie Rochon), un maniaco sessuale, la ragazza (Tara Cardinal) più innocente e smaliziata, un omicida seriale e dulcis in fundo un corvo mutatosi in una strega, ovviamente sensualissima (Tiffany Shepis). Dopo la letteratura di E.A Poe, siamo certamente abituati a vedere i corvi con una certa diffidenza e l’intreccio filmico, che figura anche nel palinsesto del Fantafestival romano 2013, è destinato dunque a prendere una piega imprevista. Questi protagonisti ai margini (menzione speciale anche per le vittime sacrificali incarnate da Suzi Lorraine) ci appassionano, a volere essere sinceri, anche grazie ad una regia coinvolgente e nervosa più che citazionistica. Li sovrasta un secondino sordido e sadico come pochi, ma i luoghi comuni del prison movie finiscono qui! Nella guerra contro questo oppressore i detenuti non sono soli, visto che la strega evoca poteri e presenze infernali da riversare sui chiunque entri in contatto con lei. Saranno situazioni inflazionate ma questo The Wrath of Crows dimostra ancora una volta che Ivan Zuccon ha elaborato ad ogni buon conto una poetica personale, che lo rende uno dei migliori registi dell’ultimo cinema horror del Belpaese. Una cifra colma di tensioni nelle dinamiche interpersonali già contestualizzate in “Colour from the Dark”(la coppia Rochon/Shepis fa scintille) e di erotismo suggerito e non mostrato, che spacca, “The Wrath of Crows” ricorda certi horror della Empire ma con molta rabbia in più contro l’istituzione carceraria, che lo relaziona anche al new horror americano dei Settanta per l’approccio politico alla materia. Certo di mattatoi in questo genere ne abbiamo visti a iosa, ma la prigione di questo film resta un set tetro, dove può esplodere il dolore funebre, usandolo come dispositivo di rivelazione, scandaglio della precarietà dei rapporti umani e del torbido. Meglio di uno specchio deformante. Crudele, a cuore aperto, soprattutto un horror senza compromessi.

http://www.ivanzuccon.com/

Voto: 8

 


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