Cinema News — 28 luglio 2014

Titolo originale:  The Zero Theorem
Regia: Terry Gilliam
Soggetto e sceneggiatura: Pat Rushin
Montaggio: Mick Audsley
Scenografia: David Warren
Musiche: George Fenton
Cast: Christoph Waltz,  Matt Damon, Mélanie Thierry, David Thewlis, Lucas Hedges, Tilda Swinton
Produzione: MediaPro Studios,Voltage Pictures, The Zanuck Company, Zanuck Independent
Nazionalità:  Gran Bretagna, U.S.A, Romania
Anno: 2013
Durata: 106 minuti

Presentato senza particolari clamori all’ultimo Festival di Venezia, The Zero Theorem  rappresenta l’ epilogo ideale della trilogia distopica di cui fanno parte anche  Brazil (1985) e  L’esercito delle 12 scimmie (1995).
Questa volta però non è il sistema repressivo dell’apparato politico a controllare l’esistenza delle persone bensì quello economico/corporativo.

Il protagonista, Qohen  è un matematico  impegnato (inconsapevolmente) nella ricerca del Teorema Zero che dimostrerebbe l’origine caotica  dell’universo e quindi la sua mancanza di senso.
Il paradosso è che l’uomo vive recluso in casa evitando qualsiasi rapporto umano, nell’attesa kafkiana di ricevere una misteriosa telefonata che gli svelerà il senso dell’esistenza.

Uno degli aspetti più suggestivi di The Zero Theorem è lo spaccato urbano e antropologico che si intravede al di fuori della casa di Qohen. Non manca infatti la proverbiale visionarietà del regista americano che si esplica con un barocchismo del quadro compositivo: grandangolari, eccessi cromatici, inquadrature a più piani, carrellate e panoramiche verticali.

Dopo diversi film ambientati nel passato o in un altrove fiabesco Gilliam ritorna a interessarsi alla contemporaneità focalizzandosi sul rapporto ambivalente tra immaginario e tecnologia, inevitabile non pensare a Her di Spike Jonze.
Cast ragguardevole a cominciare da Christoph Waltz,  perfetto nel ruolo di loser che non chiede altro di essere lasciato in pace nel suo angolo di mondo. L’attore austriaco “scoperto” a 52 anni da Quentin Tarantino ha dimostrato di avere doti camaleontiche che gli hanno permesso di interpretare ruoli molto differenti tra di loro. Da non dimenticare i ruoli secondari  affidati a due irriconoscibili Matt Damon e Tilda Swinton e ad un intenso David Thewlis, conosciuto soprattutto per aver interpretato Naked (1993) di Mike Leigh.

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