Cinema News — 11 luglio 2013

REGIA: Terrence Malick

CAST: Ben Affleck, Javier Bardem, Olga Kurylenko, Rachel McAdams.

È appena uscito nelle sale italiane “To the Wonder”, il nuovo film di Terrence Malick, presentato l’anno scorso al Festival di Venezia, un anno dopo “The Tree of Life” che nel 2011 vinse la Palma d’Oro a Cannes.

Marina e Neil si innamorano a Parigi e decidono di andare a vivere negli Stati Uniti (Oklahoma) con Tatiana, la figlia di lei. Se inizialmente tutto sembra andare per il meglio, pian piano cominciano i problemi: la bambina ha nostalgia dei suoi amici, mentre la coppia è sempre più distante. Marina, sfruttando la scusa del visto scaduto, rientra in Francia con la figlia. Ma anche questa è una soluzione temporanea perché ben presto la donna, rimasta sola e senza lavoro, decide di tornare negli Stati Uniti.

Ancora una volta al centro della storia di un film di Malick c’è l’ incomunicabilità dei sentimenti umani. I personaggi infatti non parlano quasi mai tra di loro, ma si limitano a guardarsi e toccarsi.

Tutto ciò che lo spettatore sente sono i pensieri che sgorgano in un flusso di coscienza joyciano, un espediente stilistico, già utilizzato cinquant’anni fa da Alain Resnais, in “Hiroshima mon amour” e “L’année dernière à Marienbad”.

Del resto per Malick l’intreccio narrativo è solo un pretesto per filmare degli spazi in modo inconsueto. Se non si può negare che alcune immagini siano cariche di rara bellezza (soprattutto quelle che riguardano la Natura) il risultato è una ricercatezza formale fine a se stessa che rimane scollata dal tessuto testuale e rende incomprensibile, quando non inverosimile, la storia.

Anche i personaggi spesso appaiono poco autentici, Marina e Jane ossessionate dall’idea di sposarsi sembrano uscite da un melodramma hollywoodiano degli anni ’50 mentre Neil con le sue pose virili e il suo mutismo sembra la caricatura di Humphrey Bogart.

Ma non sono limiti imputabili agli attori bensì al regista che richiede loro di essere semplicemente dei (bei) corpi che riproducono parole. L’unica eccezione è rappresentata da Javier Bardem, che pur pronunciando frasi stereotipate riesce a dare spessore alle inquietudini esistenziali di Father Quintana. Da notare anche la curiosa presenza di Romina Mondello che interpreta la parte di una ragazza italiana amante della libertà.

 


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