Archivio film Cinema News — 01 dicembre 2014

Titolo: The Babadook
Regia: Jennifer Kent Sceneggiatura: Jennifer Kent
Fotografia: Radek Ladczuk
Montaggio: Simon Njoo
Scenografia: Jennifer Drake
Costumi: Heather Wallace
Musiche: Jed Kurzel Interpreti: Essie Davis, Noah Wieseman, Hayley McElhinney Produzione: Causeway Films
Distribuzione: Cinetic Media/eOne Films International/IFC
Durata: 94 minuti
Nazionalità: Australia
Anno: 2014

Al Torino Film Festival nel concorso c’è anche spazio per l’horror, è il caso di The Babadook. Amelia una madre apprensiva e protettiva vive con suo figlio Samuel, un bambino di sette anni. La famiglia è ferita dalla morte del padre, mancato proprio quando nacque il piccolo. Nonostante la mancanza di uno dei genitori, la mamma ce la mette tutta a costruire una famiglia normale però Samuel è ossessionato dagli incubi. Ha paura che gli portino via la mamma e che l’uomo nero le faccia del male. Ogni sera il bambino fa fatica a dormire e Amelia gli legge delle storie per farlo addormentare. Un giorno il piccolo prende un libro dal ripiano, sembra per bambini, di quelli che sfogli le pagine e compaiono le figure cartonate. Il manoscritto però è terribile, è horror, le figure sono terrificanti e raccontano del Babadook, l’uomo nero che uccide.
La mamma chiude subito il libro ma ormai Samuel è totalmente assorbito dalla figura del mostro. E’ sicuro che il terribile Babadook andrà a fargli visita e li massacrerà.
Film intenso, inedito, seppur ci sono dei chiari riferimenti ad altre pellicole come Insidious o lo stesso Esorcista. Infatti ci sono allusioni a potenze mistiche alla Poltergeist, luci che si accendono e si spengono senza apparente motivo e lievitazioni dei corpi. Tuttavia la pellicola vive di sua luce, di una vera freschezza che dà linfa all’horror d’atmosfera.
Notevole il fatto che per 45 minuti non vediamo il mostro ma assistiamo alle scene col dubbio della follia del bambino. Anche dopo comunque i dubbi rimangono, tant’è che non siamo di fronte a un horror comune ma a un film che cerca di essere più audace. Sembra infatti che il mostro possa essere riconducibile alla figura del lutto famigliare, ovvero gli spettri che non sopiti tornano a molestare la psiche dei protagonisti.
Inoltre il Babadook si impossessa della madre e lo spettatore ha come il sospetto che forse Amelia sia pazza davvero e voglia uccidere il bambino e forse avrebbe ucciso anche il marito.
Chissà…
Gli spunti sono molto interessanti perché qui non siamo di fronte alla solita famigliola vittima dei demoni o dei fantasmi, qui il dramma è esistenziale. Purtroppo il finale non è molto chiaro, probabilmente però questa è una scelta registica per far cadere lo spettatore ancora di più nel dubbio e nell’oscurità.
Il Babadook appare come una sorta di cappellaio matto stile cartoon molto d’effetto anche se talvolta il digitale lo ridicolizza un po’. Incredibile la recitazione di Noah Wieseman che interpreta il piccolo Samuel e stupenda quella di Essie Davis nei panni della madre.
Chi ama l’horror psicologico non rimarrà deluso, per quanto riguarda la suspense, quella c’è ma in tono minore nel senso che non si salta dalla poltrona, assolutamente, però si è totalmente in empatia coi personaggi.
Da vedere.

 

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