Archivio film Cinema News — 30 settembre 2018

Regia: Coralie Fargeat
Cast: Matilda Lutz,Kevin Janssens,Vincent Colombe, Guillaume Bouchède
Fotografia: Robrecht Heyvaert
Nazionalità: Francia
Anno: 2017
Durata: 108 minuti

L’affaire Weinstein è solo la punta dell’iceberg degli scandali sessuali che
in questi ultimi anni stanno accendendo l’opinione pubblica, creando tifoserie
da stadio tra Guelfi sessisti e Ghibellini Mee Too.

Il cinema dal par suo su di un tema delicato come quello delle molestie e del
mercimonio sessuale si è sempre speso parecchio anche con risultati altissimi.

Oggi però il rischio di trattarlo in modo troppo didascalico, o di
scivolare su di un certo manicheismo buoni/cattivi di cui non si sente
il bisogno è spesso dietro l’angolo.

Steven Soderbergh con il recente Unsane, impiega il tema dello stalking
con sottile ambiguità, tra realtà e immaginazione, ma alla fine si scopre come
giochino mentale sterile e un pò troppo contorto.

Il vero macigno nello stagno dell’opinione pubblica lo lancia Coralie Fargeat
al suo primo lavoro nel lungometraggio, il suo Revenge è una bomba assoluta
per occhi e coscienza!

Una storia basica, oseri dire primordiale, di attrazione, provocazione e
sopraffazione tra i due sessi. Non ci sono reali vittime femminili
e psicopatici di segno opposto come in Megan is Missing, ma nemmeno
superdonne pronte a maciullare gli zebedei al maschio alfa di turno, come
nella tradizione che va da Meyer a Tarantino.

Jennifer (il nome non è causale per chi conosce il film di Meir Zarchi) è una
ragazza facile che si fa sbattere da un macho sposato e una sera di bagordi
titilla il testosterone dei suoi due amici, come ovvia conseguenza avviene
l’irreparabile.

Dopo la violenza subita, e una presunta morte, Jennifer rinasce all’interno di
una caverna come ventre materno che la riporta in vita. Una nuova esistenza in
cui abiurerà il proprio passato, trasformandosi in un corpo-animale feroce e
dolente.

Coralie Fargeat compie un vero miracolo, facendo risorgere l’exploitation
liberato dalle pastoie della convenzione stilistica e da una certa aura
cartoonesca. Revenge è un’opera primitiva e potente in cui i sessi sono
abbassati allo stadio animale, nudi e vulnerabili entrambi, affamati di sangue
e carne si annusano, si inseguono e infine si affrontano in uno spazio lordo
di fluidi, per una furibonda tauromachia fra entità belluine.

Il film oscilla fra il thriller e l’action con risvolti western incastonati
nella secchezza paesaggistica del deserto, luogo spoglio che accoglie le nudità
prima dei protagonisti.

Astratto e al contempo concretissimo, con punte di raffinata stilosità all’interno
di una scabra mise-en-scène, Revenge è il definitivo colpo di spugna sul
concetto etico/estetico di rape and revenge, una mazzata sulle coscienza collettiva
che da anni non veniva assestata. E non dimentichiamo che si tratta di un’opera
prima! Chapeau!

L’opera di Coralie Fargeat è stata presentata in anteprima italiana al Torinofilmfestival 2017.

Voto: 10

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