Archivio film Cinema News — 13 Febbraio 2015

Titolo originale: Mr. Turner
Regia e sceneggiatura: Mike Leigh
Fotografia: Dick Pope
Montaggio: Jon Gregory
Musica: Gary Yershon
Cast: Timothy Spall, Dorothy Atkinson, Paul Jesson, Marion Bailey
Produzione: Film4, Focus Features International, Lipsync Productions, Thin Man Films,
Nazionalità: Regno Unito, Francia, Germania
Anno: 2014
Durata: 150 min

“The Sun is God!”, l’esclamazione che Mike Leigh fa pronunciare al suo William Turner sul letto di morte, nella lunga (150 minuti) parziale biografia dedicata all’ambiguo pittore, accentua, ancora una volta e sul finale, l’elemento centrale di tutta la sua opera: la luce.
Il ritratto commovente che ci offre Leigh è quello di un uomo impacciato, incapace a comunicare se non attraverso l’arte.Qualsiasi occhio coglierebbe nelle opere pittoriche di Turner il tragico e il pathos, proiezione di lavorio interioreche non riesce a esprimere diversamente.Mr. Turner ci racconta ilcammino compassionevole verso la maturità personale e artistica di un uomo dall’animo straordinariamente ricettivo, impersonato da un Timothy Spall giunto ormai allo status di totem assoluto nel cinema di Mike Leigh.
La propensione per le(metaforiche) inquadrature fissedispensaalo spettatorenon pochi quadri. Tra le più significative ci sono quei larghissimi e lontani orizzonti contro i quali si staglia, minuto e spesso in controluce, il pittore, figura angosciata dalla solitudine (gode dellacompagnia, oltrea quella del padre,diuna manciata di persone) e attratta dalla grandezza della natura e dalla sua energia capace di dar vita a fenomeni spaventosi, come le tempeste in mare, soggetto tanto amato e instancabilmente riproposto. Joseph Mallord William Turner,a oggi, rappresenta il maggior donatoredi operealla National Gallery di Londra: ha voluto lasciare a disposizione di tutti le tele nelle quali ha traspostoil suo travolgente senso del sublime.
I lentissimi e impercettibili zoom in e out sorreggono il gioco di indagine(passando dal viso) dello spirito del protagonista durante i suoi confronti con gli altri e con le cose nuove. Le sue lezioni sulla teoria dei colori, la scoperta dei riflessi del prisma e della ferrovia, le pose dinanzi al dagherrotipo(il “marchingegno”), e l’intuizione sulla praticità della fotografia per poter immortalare la tanto amata natura e, ancora, i momenti alla Royal Academy e i faccia a faccia con gli altri artisti (Constable, in particolare), le derisioni a teatro del suo nome e del suo cambio cromatico, la morte del padre e la stessa sua malattia, sono parte di quel percorso che viene riportato da Leigh, il quale, ancora una volta, fa indossare i panni del grottesco a uno Spall ancora più sorprendente del solito.
Film in costume sul gesto pittorico (sostenuto da un’ottima riproduzione scenografica), Mr. Turner rappresenta una conferma ulteriore del finissimo occhio del regista britannico che è stato capace di scandagliare per noi il periodo di maturità, usando il suo stile poetico, di uno degli artisti chiave del romanticismo ottocentesco. Le giornate passate a Margate insieme a Mrs. Booth (la donna che rimpiazzerà la pesante perdita del padre),lungo la costa dei Downs e lontano dai salotti londinesi, sono i momenti più belli e più spontanei di quel percorso del quale si percepisce tutta l’essenza, come quando recita una sua poesia tratta da Draft of Poetry, il cui manoscritto è altrettanto disponibile quanto i dipinti, ma alla Tate Gallery.

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