Archivio film Cinema News — 21 ottobre 2013

Regia: Anne Fontaine

Cast: Naomi Watts, Robin Wright, Xavier Samuel, James Frecheville, Ben Mendelsohn

Genere: Drammatico

Paese: Francia, Australia

Durata: 111′

Anno: 2013

 

Lil e Roz, amiche fin dall’infanzia, vivono in un posto magnifico a strapiombo sull’oceano nel New South Wales. La prima è vedova, madre dell’angelo biondo Ian, la seconda è sposata con Harold e madre del bruno e statuario Tom.Quando Harold parte per Sydney (causa lavoro) le pulsioni sottese fra Roz e Ian esplodono: tra sospiri e abbracci i due finiscono a letto mentre il figlio di lei dorme ubriaco, senonché quest’ultimo, svegliatosi per bere qualcosa di fresco, vede la madre uscire dalla camera di Ian e intuisce l’accaduto. Questa sconvolgente scoperta, invece di allarmarlo, lo porta dal canto suo a guardarsi dentro e a scoprire la medesima attrazione verso Lil. Infatti poco dopo anche loro si avvinghiano stagliati contro panorami mozzafiato.

Nasce così lo scandaloso chiasmo, il provocatorio legame a croce disegnato in maniera esteticamente impeccabile: le due donne, bellissime e dalla femminilità strabordante; i due ragazzi, fisicamente così perfetti da sfociare nello stereotipato (qualcuno, vedendoli, avrà pensato a comparsate di modelli di Abercrombie). Persino i nomi li accomunano, tutti monosillabi da tre lettere. Un caso? Probabilmente no, considerando che l’intelaiatura del film è fornita dall’opera del premio nobel Doris Lessing, «cantrice dell’esperienza femminile». Si può ben dire, infatti, che le protagoniste vere siano le femmine della storia, anzi, più precisamente, la loro psiche così tortuosa e fragile ma allo stesso tempo capace di provare un amore infinitamente grande che va più in là di qualsiasi distacco generazionale.Risulta evidente tutto questo quando arriva dall’esterno l’ineluttabile elemento disturbatore che rompe l’idillio e riporta bruscamente l’attenzione del luminoso quadretto sulla realtà. Tom, che fra le altre cose è aspirante regista di teatro, va a Sydney dal padre per esperienze lavorative e conosce Mary, una giovane e talentuosa attrice che, come naturale, attira a sé le attenzioni del ragazzo. A questo punto Lil e Roz si rendono conto che sta per accadere ciò che loro hanno sempre temuto: il tempo, tiranno come sempre, sta soffiando via l’amore che le aveva nutrite fino a quel momento. Il dolore è immane ma le due donne si convincono a porre fine al legame pseudo-edipico che le unisce ai rispettivi figli, e così Tom si sposa con Mary.Ma basterà questo ad arginare quell’incontrollabile passione, quell’attaccamento profondo di quattro anime legate così indissolubilmente le une alle altre? Evidentemente no, tutto questo è destinato a riaffacciarsi nonostante la nascita di due bambine figlie di Tom e Mary e di Ian e Hannah (new-entry che ricopre l’infimo ruolo di «chiodo-scaccia-chiodo»). Così le Two Mothers diventano Two Grandmothers (Le nonne è appunto il titolo del libro della Lessing), ma ciò non altera gli equilibri che nonostante il tempo e nonostante le vicissitudini tornano allo stadio iniziale; emblematica, a tal proposito, l’ultima sequenza in cui i quattro si sdraiano insieme sulla piattaforma lignea in mezzo al mare sciabordante e scintillante.

Accolto con un po’ di curiosità mista a scetticismo e scandalo, Two Mothers esce in Italia il 17 ottobre con un ritardo di parecchi mesi (alcuni potrebbero addirittura sorprendersi della distribuzione stessa nel nostro spesso bigotto Belpaese). Tuttavia sarebbe un gravissimo errore lasciarsi fuorviare dalla sinossi. Pulsioni e tensioni sessuali sono raccontati dalla Fontaine (complice la scenografia calda e sfolgorante e la fotografia di Beaucarne precisa e misurata) con un candore straordinario, senza mai eccedere e senza indugiare con la macchina da presa su particolari scabrosi. Tutto questo crea una miscela sensuale e per certi versi appagante a cui difficilmente si può resistere.

 

Voto: 7

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