Cinema News — 30 maggio 2013

Stati Uniti, 2013

Regia: Todd Phillips

Cast: Bradley Cooper, Ed Helms, Zach Galifianakis, Ken Jeong, John Goodman, Heather Graham, Jeffrey Tambor, Justin Bartha

Durata: 100’

Distribuzione: Warner Bros.

Nei cinema dal 30 maggio 2013

Con i quasi 500 milioni di dollari incassati in tutto il mondo, “Una notte da leoni” si è rivelata una della commedie dal maggior successo degli ultimi anni, accrescendo lo status di star di Bradley Cooper, facendo conoscere al grande pubblico il talento comico di Zach Galifianakis e ascrivendo Todd Phillips a nuovo guru della commedia per adulti.

Pur non raccontando nulla di realmente nuovo, il film di Phillips aveva una serie di trovate decisamente azzeccate e una freschezza di fondo da ascrivere soprattutto ai personaggi accattivanti e al messaggio di fondo liberatorio. Il successo fu bissato nel 2011 con il sequel che, anche se con qualche eccesso in più, aveva lo stesso cast e lo stesso regista del precedente ma anche la stessa identica struttura che ne faceva quasi un clone piuttosto che un sequel, annullando completamente quell’alone di freschezza presente nel prototipo. Consci di questo “limite”, per la conclusione della trilogia, gli autori hanno giustamente deciso di cambiare (anche se in minima parte) formula, proponendoci “Una notte da leoni 3” che riporta tutto al luogo d’origine – Las Vegas – ma stavolta senza matrimoni, sparizioni e vuoti di memoria.

Dopo la morte del signor Garner, causata involontariamente da suo figlio Alan, la famiglia e gli amici di quest’ultimo decidono di portarlo in una casa di cura per malattie mentali, la Nuovi Orizzonti. Gli amici di “branco” Phil, Stu e Doug si offrono di accompagnare Alan alla clinica ma durante il tragitto vengono gettati fuori strada e rapiti da un gruppo di persone mascherate. I quattro vengono portati al cospetto di Marshall, un boss della malavita che ha un conto in sospeso con Leslie Chow, una vecchia conoscenza del “branco”. Chow è appena evaso dalla prigione di Bangkok e Marshall sa che si è tenuto in contatto epistolare con Alan, dunque vuole sapere proprio da lui dove rintracciarlo. L’uomo ricatta quindi il quartetto di amici: loro dovranno rintracciare e consegnargli Chow e in cambio lui non li ucciderà, ma come garanzia prende in ostaggio Doug. Per Phil, Stu e Alan sarà l’occasione per imbattersi in una nuova pericolosa avventura e la meta designata è Las Vegas, proprio dove tutto era cominciato quattro anni prima.

Intenzionata a porre la parola “fine” sulla saga del “wolf-pack”, la produzione di “Una notte da leoni 3” ha deciso di riportare i protagonisti a Las Vegas, dando la possibilità ai fan di ritrovare luoghi e personaggi che erano già comparsi nell’amato primo film, compresa la escort interpretata da Heather Graham e il suo bambino ora cresciuto, che diventa protagonista di una delle scene più toccanti del film. Perché stavolta “Una notte da leoni” punta meno sulla volgarità e sugli eccessi a cui abbiamo assistito nel secondo film per trasformare l’intera vicenda in una commedia d’azione dai toni più canonici, il che potrebbe far aggrottare il sopracciglio al fan puro e duro del wolf-pack ma appare come scelta azzeccata per rinnovare una formula che comunque già stava cominciando a puzzare di stantio. Però i momenti comici sono molti e in alcuni casi davvero irresistibili, grazie anche alla giusta intuizione di dare maggior spazio al personaggio interpretato da Zach Galifianakis – che sappiamo tutti essere il reale motivo del successo di questa saga – e allo sboccato Mr. Chow interpretato da Ken Jeong, che da costantemente il “cattivo esempio” garantendo quel tocco di comicità con cattivo gusto che comunque caratterizza questi film.

Tra giraffe decapitate, funerali surreali, galli da combattimento, un tentativo di seduzione da parte di Alan, un’incredibile rapina in villa, la scalata del Caesar’s Palace di Las Vegas e un finale dopo i titoli di coda (non uscite subito dalla sala!) davvero delirante, “Una notte da leoni 3” funziona benissimo per passare una serata spensierata tutta da ridere.

Lodevole la colonna sonora che recupera Johnny Cash, i Black Sabbath, i Dazing, i Cramps e Billy Joel.

Ovviamente storia e personaggi ormai hanno detto davvero tutto e sono stati spremuti fin troppo e seppure con ogni probabilità questo terzo film incasserà moltissimo, ci si augura che la tanto sbandierata promessa di “fine” sia mantenuta.

Voto: 6,5

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