Archivio film Cinema News — 09 ottobre 2015

Titolo: Black Mass
Regia: Scott Cooper
Sceneggiatura: Jez Butterworth e Mark Mallouk
Cast: Johnny Depp,Benedict Cumberbatch, Joel Edgerton, Kevin Bacon, Dakota Johnson, Peter Sarsgaard
Fotografia: Masanobu Takayanagi
Montaggio:David Rosenbloom
Musiche: Junkie XL
Produzione: Scott Cooper
Nazionalità: Stati Uniti
Distribuzione: Warner Bros.Entertainment
Anno: 2015
Durata: 122 minuti

James “Whitey” Bulger, dapprima pesce piccolo della malavita bostoniana e poi temuto boss grazie al beneplacito dell’FBI, che sa che non è un “criminale comune” e così lo impiega come informatore. Viene così utilizzato dai tutori dell’ordine per sbaragliare la mafia italo-americana. A sua volta Bulger manipola l’FBI come ariete contro gli schieramenti rivali.
Dopo il riuscito classicismo noir de “Il fuoco della vendetta” Scott Cooper compie una nuova incursione nell’universo malavitoso, tentando di annettere alla sceneggiatura di Jez Butterworth e Mark Mallouk una parallela presenza filmica di “altro.” Sono gli interni chiusi e soffocanti (dove ciascuno dei personaggi ha costruito a mò di bozzolo, un habitat che lo definisca socialmente (come Billy,il fratello senatore del malavitoso); gli esterni sovente notturni di una Boston che ha le fattezze di un non-luogo, teatro della perdizione, delle relazioni pericolose fra mafia e FBI e attività illecite di ogni genere. Cooper indugia spesso sui dettagli che definiscono questo “altro”, a volte in maniera segnatamente eccessiva,creando una progressione narrativa che si muove fra campi medi/lunghi e tragedia greca da gangster movie.
Il racconto diviene a più velocità, che lascia intravedere stilemi scorsesiani nell’ascesa/caduta di Bolger e i suoi rapporti conflittuali con il nemico Angiulo. Però è una scelta di poetica che consente al regista di misurarsi con altri gangster movies, tanto che le vicende sono filmate come fatti ineluttabili. Jimmy è l’anti-eroe della storia ma Depp (in gran spolvero dopo anni di film sbagliati), Cooper e una sorprendente Dakota Johnson ne mostrano il carattere umano con drammi familiari come la tragedia del figlio piccolo finito in coma, evitando una mitizzazione sovrumana alla Tony Montana. Tutto dunque è finalizzato ad un coinvolgimento organico dello spettatore nelle attività criminali di Jimmy e i tocchi personali di Cooper colpiscono i metodi poco ortodossi dell’FBI, nell’intavolare trattative con Bulger.
Da apprezzare anche il modulo narrativo del flashback, mai utilizzato in maniera ridondante, e polifonico per i vari testimoni che si succedono davanti agli inquirenti per raccontare le gesta criminali del boss e l’alleanza Bulger-FBI, che muta radicalmente le esistenze di criminali e poliziotti.

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