Cinema News — 13 gennaio 2013

TITOLO: Vicky Cristina Barcelona

 

ANNO: 2008, USA, Spagna

 

DURATA: 96 min

 

GENERE: Commedia

 

REGIA: Woody Allen

 

CAST: Rebecca Hall, Scarlett Johansson, Javier Bardem, Penelope Cruz, Patricia Clarkson, Chris Messina, Kevin Dunn

Vicky (Rebecca Hall) e Cristina (Scarlett Johansson) sono due giovani donne americane che decidono di trascorrere l’estate a Barcellona: Vicky è una persona realista e con i piedi per terra che presto sposerà un uomo ben inquadrato, mentre Cristina è uno spirito libero irrequieto alla ricerca di nuove esperienze.

A Barcellona le due amiche si godono le meraviglie artistiche e architettoniche della città finché una sera, dopo una mostra d’arte, conoscono un fascinoso pittore spagnolo, Juan Antonio (Javier Bardem) destinato a sconvolgere le loro vite insieme all’ex moglie María Helena (Penélope Cruz), artista irrazionale, geniale e nevrotica.

 

Vicky Cristina Barcelona non è uno dei film più riusciti di Woody Allen poiché il tema di amori passionali in una Barcellona ricca di arte e di artisti anticonformisti e folli, può risultare, paradossalmente, accademico.

Ma si sa, la vita “bohémien” e “autodistruttiva” di certi artisti non può non affascinare e intrigare, come del resto non possono non colpire le personalità dei personaggi: una pragmatica semi-infelice che si lascia sedurre da un pittore il quale è tutto l’opposto del futuro marito; un’eterna romantica che vive di emozioni e passioni forti, ma che non riesce ugualmente a trovare quell’amore autentico in cui crede tanto e due coniugi intimamente legati da un controverso rapporto fatto di ispirazioni artistiche, amore e odio.

La cornice borghese che fa da sfondo ai personaggi è tipica di un Allen che vuole mettere in risalto il pensiero di quegli americani che preferiscono il calore europeo estraneo alla loro società. L’inefficacia della storia è dovuta in larga parte alla voce narrante che accompagna lo spettatore per tutto il film e che ha la funzione di spiegare sistematicamente ciò che i protagonisti fanno o non fanno risultando una scelta banale.

Nei dialoghi c’è spesso qualcosa di presumibile fino all’irruzione di una sublime Penélope Cruz – vincitrice nel 2009 dell’Oscar come miglior attrice non protagonista – che con il suo spagnolo sanguigno sconvolge l’assetto generale della trama con quel suo fare da femme fatale psicologicamente instabile.

Alla frammentarietà della storia ci pensa la meravigliosa capitale europea che con i suoi scorci pittoreschi, con Gaudí onnipresente e con quella sensazione costante di libertà emotiva ci fa vivere quel sogno scapigliato desiderato da tutti coloro che non sanno di preciso cosa vogliono, ma che sanno però fermamente quello che non vogliono.

 

FRASE:

María Helena diceva sempre che solo l’amore inappagato è davvero romantico” (Juan Antonio)

 

VOTO: 7

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