Archivio film Cinema News Registi — 08 Settembre 2014

Il western all’italiana appartiene ai generi popolari di cinema italiano degli anni Sessanta e Settanta, perché era richiesto da parte della produzione italiana, dalla distribuzione e dal pubblico internazionali. Alcuni cineasti giravano i film di questo genere soltanto per ragioni di sopravvivenza e richieste dell’ industria cinematografica. Alltri registi si specializzavano in questo tipo di spettacolo popolare, perché rappresentava nuova forma audiovisiva per raccontare storie secondo i codici del genere. Nel western all’italiana possiamo trovare vari codici di questo genere che ne usano e sviluppano moduli, strategie e elementi come esperienza socioculturale nazionale strettamente collegati con ambiente mediterraneo e iconografia cristiana. Tutti questi aspetti li troviamo anche in due western Una pistola per cento bare (1967) e Tutto per tutto (1968) diretti entrambi da Umberto Lenzi. Nel contesto del western italiano si parla soltanto sporadicamente di questi film, che rappresentano in certo senso una concezione gotica del western all’italiana, perché sono ambientati in locations cupe, vuote e abbandonate, modellando così un’ atmosfera della disperazione, solitudine, follia e violenza. Per questo ragione possiamo vedere entrambi questi western come pertinenti ad altri generi cinematografici, non soltanto i western.

Primo western di Umberto Lenzi, Una pistola per cento bare, girato con coproduzione italo-spagnola negli esterni spagnoli, sviluppa il tema della vendetta personale del protagonista. Il film è una variazione su questo tema nella linea gialla e misteriosa, quando il pistolero cerca assassini responsabili per la morte dei suoi genitori.. La fisionomia dei due attori principali – Peter Lee Lawrence e John Ireland – la fotografia di Alejandro Ulloa e le musiche malinconiche di Angelo Francesco Lavagnino rappresentano qui mezzi d’espressione centrali per rielaborare western come nuova forma di visione popolare. Situazioni atipiche per il western sono sviluppate da Lenzi nelle scene con criminali e assassini schizofrenici detenuti nella prigione dello sceriffo. Per esempio abbiamo una scena notturna quando i maniaci attaccano cittadini della città, che evoca sia sul piano narrativo che per la costruzione visiva l’ orrore gotico all’italiana. Nelle scene con i pazzi è possibile vedere anche come immagine metaforica una società malata e criminale , come sindrome sociale caratteristica del periodo post-moderno.

Nel secondo western Tutto per tutto Umberto Lenzi narra la storia di cacciatore di taglie assunto per cattura di fuorilegge ingiustamente accusato di furto dell’oro. Questo film interpretato da Mark Damon e nuovamente da John Ireland, è stato prodotto e distribuito dalla compagnia di produzione P.E.A. di Alberto Grimaldi, che ha prodotto anche un altro film di Lenzi, il bellico Attentato ai tre grandi (1967) . Mentre il primo western di Lenzi mescola giallo, thriller e horror gotico, il secondo è più vicino ai generi poliziesco, avventuroso e d’azione ma entrambi film includono vari elementi di genere e spettacolo popolare. Questo secondo western sottolinea più dettagliatamente iconografia cristiana e temi sacrali e spirituali, che sono presenti anche nelle musiche di Marcello Giombini. Il direttore della fotografia è lo spagnolo Alejandro Ulloa, che è stato molto richiesto dai produttori e registi per le produzioni dei western negli anni Sessanta e Settanta e qui ha creato nuovamente fotografia stilizzata e spettacolare che culturalmente corrisponde con questo tipo di genere popolare. L’architettura tradizionale e storica (anche quella cattolica) spagnola trasferisce il western in un nuovo campo culturale con profondi radici storiche europee. Nonostante questi elementi rappresentano il Messico nel film, si tratta anche di immagine tipicamente mediterranee.

Entrambi i western all’italiana di Umberto Lenzi girati in Technicolor per lo schermo panoramico ,sviluppano una spettacolarità popolare strettamente collegata con nuova ideologia socioculturale che rappresenta western italiano. Lenzi sottolinea contemporaneamente tutti e due aspetti importanti per cinema popolare, trama e narrazione come costruzione della storia raccontata attraverso le immagini cinematografiche e il linguaggio filmico. I western di Lenzi appartengono ai film poco conosciuti della sua opera e sono stati poco affrontati dalla saggistica , gli articoli e i testi sul western all’italiana. Nel contesto della seconda metà degli anni Sessanta rappresentano entrambi una parte integrante dell’opera cinematografica del regista e completano il grande spettro dei generi popolari in cui girava suoi film. Dal punto di vista di storia di cinema popolare italiano e anche di sviluppo e formazione di western all’italiana i western di Lenzi – similmente come i film di molti altri cineasti italiani – si configurano come combinazioni dei generi raccontati secondo un gusto postmoderno. Entrambi questi film avevano sicuramente anche un’ importanza economica per l’ industria cinematografica italiana, perché sono stati distribuiti sul mercato internazionale dalla Francia alla Germania Ovest, dagli Stati Uniti ai paesi di come il Brasile o l’Argentina.

 

 

 

 

 

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