Archivio film Cinema News — 13 Aprile 2021

Shorta (sbirri, in arabo) è il film d’esordio dei registi danesi Anders Olholm e Frederik Louis Hviid, reduce dalla Settimana della critica del Festival di Venezia del 2020.   Autori anche del copione,i due puntano in alto, tentando un’audace, difficilissima fusione del durissimo L’odio(1995) di Mathieu Kassovitz, un film che ha segnato una generazione di spettatori e di cineasti, con Dheepan di Jacques Audiard,vincitore a sorpresa nel 2014 a Cannes, solidale con la “famiglia” cingalese protagonista, catapultata suo malgrado nella banlieue parigina. È la storia di una coppia di agenti di pattuglia  di Copenaghen, formata da Mike Andersen (Jacob Lohmann, strepitoso),un poliziotto maturo ed esperto, considerato però da molti colleghi una testa calda che ama utilizzare le maniere forti, mentre a Jens Hoyer (Simon Sears),più giovane,ma con un’etica del lavoro ben più solida,ripugnano tali metodi brutali, peraltro usati quasi esclusivamente con gli stranieri. I due hanno la sfiga di entrare nel ghetto (immaginario) di Svalegarden, alla periferia di Copenaghen, un luogo infernale, con le sue regole, le sue usanze ed una violenza sempre pronta ad esplodere, proprio quando viene annunciata la morte di un giovane arabo,Talid, soffocato qualche giorno prima, durante l’arresto,  da due agenti incuranti dei suoi disperati “Non respiro, non respiro!”.Tale ennesimo episodio di  sopraffazione poliziesca, accaduto pochi giorni prima, ha sconvolto l’opinione pubblica,e la notizia del decesso provoca gravissimi disordini in tutto il paese. Inutile sottolineare che il fatto tremendo è un palese richiamo alla vicenda di George Floyd,l’afroamericano di Minneapolis ucciso allo stesso modo, col medesimo lamento di Talid.  Jens  era là per servizio, e la commissione d’inchiesta sui due agenti responsabili l’ha convocato come teste. La tesi  di solidarietà corporativa di Mike (“dobbiamo sostenerci a vicenda, o non sopravviveremo”) non lo convince e, nonostante i gravissimi pericoli che stanno affrontando, Jens dichiara che di sicuro parlerà alla commissione. Così lo scontro tra i due da morale, ideologico diventa fisico, degenera in un convulso corpo a corpo senza esclusione di colpi, dopo il quale i due agenti, entrambi malconci, si separano. Ognuno tenterà di uscire dalla rischiosissima situazione da solo, contando esclusivamente sulle proprie forze. Non riveleremo ovviamente,la conclusione di un film da poco diffuso on line. Ricorderemo soltanto che Olholm e Hviid ricorrono anche ad allo splatter, come ad esempio nella  allucinante sequenza di Andersen che lotta per la vita contro un feroce rottweiler e riesce a salvarsi per un pelo, piantando un coltello al centro della testa del cane che tenta di azzannarlo : la colata di sangue sul viso in primo piano dell’esausto poliziotto fa sudare freddo anche un habitué dell’horror.  Credo comunque che Shorta rientri a pieno titolo nella crescente pattuglia di film europei che stanno sfidando il cinema americano sul terreno del film di genere, da decenni monopolizzato proprio dai movies made in USA. Così gli spagnoli 70 Binladens – Le iene di Bilbao di Koldo Serra, un originale heist movie del 2018 (i Binladen del titolo sono le banconote da 500 euro, che moltissimi cittadini dell’Unione Europea non hanno mai né visto né toccato) e Hasta el cielo (2020) di Daniel Calparsoro, che, ricorrendo al tradizionale itinerario rise and fall percorso da un giovane e ambizioso delinquente  madrileno, costruisce un pregevole gangster movie, nonché iI francese Bronx – Rogue City (2020) di Olivier Marchal, ritratto certo spettacolare, ma anche concreto, non irrealistico, delle cruente lotte tra bande rivali per conquistare il controllo totale del lucrosissimo trinomio droga-prostituzione-gioco d’azzardo a Marsiglia, con gli sbirri che giocano a fare gli arbitri super partes, nella speranza che i cattivi si annientino a vicenda, annunciano ai dominatori  finora incontrastati del mercato che il grande match è appena iniziato. Chi sarà il vincitore? Si accettano scommesse..   



(0) Readers Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *