Archivio film Cinema News — 06 dicembre 2013

Regia: Joseph Gordon-Levitt

Sceneggiatura: Joseph Gordon-Levitt

Cast: Joseph Gordon-Levitt, Scarlett Johansson, Julianne Moore, Tony Danza

Fotografia: Thomas Kloss

Montaggio: Lauren Zuckerman

Scenografia: Meghan C. Rogers

Musiche: Nathan Johnson

Produzione: Ran Bergman

Distribuzione: Good Films

Origine: Usa

Anno: 2013

Durata: 90 minuti

Riuscito esordio alla regia del bravo attore Joseph Gordon-Levitt – che qui è anche protagonista – Don Jon è una commedia arguta, divertente, leggera. Alla base del film sta l’intuizione che è anche il suo punto di forza: prendersi gioco di quegli stereotipi maschili e femminili che un certo cinema hollywoodiano ha contribuito mano a mano a plasmare e definire e, al contempo, ironizzare sul cinema stesso, nello specifico su quelle commedie romantiche banali e scontate con annesso prevedibile lieto fine. E così i protagonisti del film si muovono per lo più sull’orlo della caricatura: Jon (Gordon-Levitt) è un donnaiolo impenitente, amante della palestra e ossessionato dal porno; la sua ragazza Barbara (una Scarlett Johansson perfetta nel ruolo) è una bionda zuccherosa ma intimamente tirannica e incontentabile.
Al centro del film non sta però tanto l’incontro–scontro di questa coppia, quanto un discorso – ben articolato seppure con un linguaggio molto semplice e diretto – sull’incapacità di vivere i rapporti in maniera autentica, sincera e spontanea. La mania per il porno che tormenta Jon diventa un po’ il simbolo di tutto questo, cioè della mancanza di vero desiderio e della tentazione di rifugiarsi in una dimensione solipsistica in cui tutto è idealizzato, simulato, falso e dove per pigrizia o per comodità si resta sempre sulla superficie delle cose. A suggerire al protagonista un modo finalmente diverso di guardare alla realtà sarà Esther (ottima interpretazione di Julianne Moore), una donna più matura di lui e che non proviene dal mondo frivolo e vacuo che lui ama frequentare.
Se è vero che Don Jon non stupisce per originalità in quanto ad approccio registico e struttura, tuttavia va riconosciuta al film una buona dose di efficacissima ironia che si mostra soprattutto nell’attenta descrizione dei personaggi, a cominciare dalla chiassosa – e quasi grottesca – famiglia di Jon.
Lo stesso protagonista alterna notti di sesso con sensuali sconosciute e infinite sedute di masturbazione davanti al mac a serissime confessioni religiose durante le messe domenicali, per poi scontare i suoi molti peccati pregando a bassa voce mentre fa sollevamento pesi. La provocante Barbara del resto – che, come da copione, ama proprio le commedie rosa e si scandalizza davanti ai video porno di Jon – vive in una leziosa cameretta con tanto di poster di Titanic. Infatuato da questo stereotipo di brava ragazza romantica, che del resto corrisponde alla “fidanzata” del suo immaginario, Jon faticherà non poco a vederla per ciò che realmente è, cioè una manipolatrice determinata e pretenziosa.
Lo sguardo beffardo del Gordon-Levitt regista assolve insomma pienamente solo il personaggio della Moore, l’unico a suo modo autentico e per questo portatore di altri valori. E’ grazie a lei infatti che Jon raggiungerà una sorta di “redenzione” e troverà un equilibrio nuovo.
Nonostante quindi non manchi una critica condotta tutta dall’interno, cioè attraverso il cinema e sul cinema, non si può affermare che Don Jon sia un film sovvertitore di certe regole o sostanzialmente innovativo; se tuttavia ci si avvicina al film scevri da queste pretese lo si può senza dubbio apprezzare per ciò che è: una commedia intelligente, piacevole, vivace.


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