Archivio film Cinema News — 29 novembre 2013

Festival di Roma 2013

THE MOLE SONG – UNDERCOVER AGENT REIJI
Mogura no uta – sennyûsôsakan: Reiji

Nazionalità: Giappone, 2013

Regia: TakashiMiike

Cast: TômaIkuta, Ken’ichiEndô, MitsuruFukikoshi, Kôichi Iwaki, YûsukeKamiji, SarutokiMinagawa

Durata: 135’ ca.

Tra i più conosciuti registi giapponesi in occidente, TakashiMiike si è guadagnato un posto di tutto rispetto nella cinematografia mondiale grazie a una serie di colpi portati a segno davvero notevoli. Inizialmente Miike è stato sdoganato soprattutto per il contributo dato al cinema di genere, horror-estremo in particolare, grazie a titoli ormai cult in ogni dove come Ichi the Killer, Gozu, il capolavoro Audition, il più commerciale The Call e il fantastico episodio della serie Masters of Horror Imprint. Miike però ha cominciato a muovere i suoi passi nel mondo del cinema a inizio anni ’90 e da allora ha firmato la bellezza di 91 titoli con una media che va dai 2 ai 3 film all’anno. Un’artista così prolifico e poliedrico che immancabilmente si trova a toccare tematiche molto differenti da film a film, affrontando generi lontanissimi tra di loro che vanno, appunto, dall’horror/splatter all’action, dalla commedia al wuxia-pian, infilandoci in mezzo fantasy, thriller e melodrammi con grande disinvoltura. È prevedibile che collezionando una mole tale di film, non tutto il lavoro svolto sia di primissima qualità.
Non rientra, infatti, tra le opere più riuscite di MiikeThe Mole Song – Undercover Agent Reiji, presentato in concorso all’ottava edizione del Festival Internazionale del Film di Roma.
Tratto dal manga di NoboruTakahashi, The Mole Song ci racconta le (dis)avventure di ReijiKikukawa, un imbranatissimo agente di polizia che dopo l’ennesima bravata viene messo di fronte a un bivio dal suo superiore: il licenziamento o una pericolosa missione come agente infiltrato in un clan criminale. Ovviamente Reiji accetta il lavoro e il suo compito sarà stanare un traffico di droga incastrando il boss della yakuzaCrazy Papillon.
Partendo da questo assunto non propriamente originale, Miike porta in scena un film eccessivo in ogni sua componente, da quella narrativa a quella visiva. Il modo in cui l’estro e la briosità visiva diventano immediatamente protagonisti del film è impressionante e bisogna riconoscere al regista una capacità di creare stili sempre differenti e allo stesso tempo incredibilmente riconoscibili. Già dalla prima immagine, in cui vediamo Reiji completamente nudo legato al cofano di una macchina lanciata a gran velocità tra le strade metropolitane, riconosciamo la mano del regista di Ichi the Killer e Dead or Alive. The Mole Song è, quindi, fin dalle prime scene, un film coloratissimo e ricco di invenzioni registiche e visive che non lesinano in divertenti accostamenti cromatici e originali utilizzi delle immagini ritagliate a mò di collage.
Se quindi non possiamo che riconoscere un’incredibile maestria tecnica dietro questo film, allo stesso tempo ci troviamo di fronte a un’opera molto chiassosa, risaputa nel suo procedere narrativo ed eccessivamente dilatata, con la conseguenza che tutto quello che in un primo momento può divertire, ad un certo punto riesce ad annoiare.
The Mole Song utilizza un ritmo e un’ironia che accosta questo film di Miike alle commedie d’azione americane contemporanee. Un film a tratti sguaiato, urlato, con gag volgarotte che spesso e volentieri scadono nel sessuale o nello scatologico, come se ci trovassimo nella versione orientale di un film con Seth Rogen. Buona parte delle gag vanno a segno, ma una metà si smorzano nella reiterazione e nell’eccessiva dilatazione. E infatti uno dei problemi maggiori di The Mole Song è proprio la lunghezza: due ore e un quarto non sono giustificate dalla storia che c’era a disposizione e spesso si ha sensazione di trovarsi di fronte a un brodo allungato che avrebbe necessitato di qualche taglio, soprattutto nella seconda parte, quando ci ritroviamo scene inutilmente portate per le lunghe, come accade nella cerimonia d’iniziazione criminale di Reiji.
Cast ricco di volti noti della risata nipponica, con un protagonista, interpretato da TômaIkuta, bravissimo e dalla grande verve comica.
Insomma, The Mole Song – Undercover Agent Reiji convince solo in parte, confermandoci la bravura di Miike e il suo incredibile trasformismo artistico, ma mostrandosi come una delle opere minori e più commerciali del grande regista di Audition.


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